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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    nel  1937,  Padre  Gemelli  pubblicò  un  articolo  di  rilievo  sulla  Rivista  di
               Psicologia, dal titolo nuovi criteri e nuovi metodi per la selezione psicotecnica dei
               piloti d’aeroplano, che oggi rappresenta una vera e propria sintesi dell’eredità pro-
               fessionale per tutti coloro che si occupano della selezione in ambito militare.
                    un principio di notevole rilievo riportato nel documento e ancora oggi di
               grande pertinenza, consiste nel delineare chiaramente le distinzioni tra gli obiet-
               tivi dell’esame medico e quelli della valutazione attitudinale. Il fondamento del
               primo risiede nel separare gli individui che manifestano lesioni, alterazioni o pre-
               disposizioni che possano compromettere l’abilità nell’eseguire determinate man-
               sioni.  La  selezione  medica  si  concentra  quindi  esclusivamente  su  un  aspetto
               “negativo” di esclusione. Questi criteri, tuttavia, non possono costituire la base
               della cosiddetta valutazione psicotecnica, come era def nita in quel contesto. In
               quest’ultimo caso, il Gemelli sostenne:
                    Fin dal 1916 io ho, per primo, dimostrato che i criteri negativi con i quali
               deve essere fatta la valutazione medica, non possono avere applicazione nel-
               l’esame delle funzioni psicofisiologiche, esame che deve essere compiuto secondo i
               criteri direttivi della psicotecnica (come dirò appresso); ed ho perciò proposto
               una serie di test, o reattivi, per scegliere con criteri positivi quei soggetti che
               hanno le attitudini psicofisiologiche necessarie per il pilotaggio .
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                    Lo studioso italiano rimarcava con costanza questo principio, poiché in
               Europa, soprattutto tra gli inglesi e i tedeschi, era radicata l’idea che per la
               selezione in generale, e in particolare per i piloti di aereo, bastassero prove
               simili a quelle che i vari candidati avrebbero dovuto af rontare successiva-
               mente, senza tener conto delle loro caratteristiche attitudinali e personali. Di
               conseguenza, si costruivano strutture simili a carlinghe, alcune f sse e altre
               mobili, provviste di comandi da manovrare in risposta a stimoli predetermi-
               nati. Questo approccio ha portato a risultati positivi in diversi settori indu-
               striali, dove è necessario valutare rapidamente un gran numero di soggetti e le
               operazioni richieste non sono particolarmente complesse.
                    Tuttavia, in contesti dove si af rontano compiti più delicati, tale meto-
               do  si  dimostra  insuf  ciente.  Secondo  l’esperienza  dello  psicologo  italiano
               ante  litteram,  questa  metodologia  ignorava  i  molteplici  ostacoli  e  impedi-
               menti che si verif cano sul campo.
                    Con il passare del tempo, a livello internazionale, tale approccio è stato
               integrato da strumenti che tengono in considerazione anche delle capacità
               psicologiche dei candidati.


               36  A. Gemelli, 1937, p. 86.

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