Page 31 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
nondimeno, seguendo la panoramica degli argomenti trattati a livello inter-
nazionale, essi riguardano la psicologia del soldato in tempo di pace e in tempo di
guerra. ovvero la psicologia dell’esercito, la psicologia del combattimento e della
guerra (la paura, il coraggio, la fatica, l’onore, la psicologia collettiva e delle folle),
l’educazione del soldato (la psicologia pedagogica) f no a toccare argomento ine-
renti all’azione di comando, quali, per esempio, la psicologia dei capi o il metodo
del pensiero e del comando militare. Ma quello che risulta particolarmente sor-
prendente sono le sezioni dedicate alla cosiddetta “psicotecnica e organizzazione
scientif ca del lavoro” e loro applicazione nell’esercito.
Dal punto di vista dell’organizzazione e dell’utilizzo della disciplina psicolo-
gica, la Germania, benché sotto il pesante inf usso della cultura nazista, si distin-
gueva come la nazione che aveva sfruttato al meglio le sue potenzialità. In quel
periodo, il paese disponeva di un “uf cio centrale delle forze armate” responsa-
bile delle sedi dove venivano condotti gli esami psicologici. Queste sedi erano
distribuite presso ogni Comando generale dell’esercito e presso le Stazioni della
Marina. ogni sede era composta da due uf ciali, otto psicologi specialisti di ruolo
e uno psichiatra. Per diventare un uf ciale psicologo specialista, gli interessati
dovevano completare gli studi universitari in psicologia, conseguire la laurea, pre-
stare servizio militare e poi ottenere la nomina come aspirante uf ciale della riser-
va. In qualità di “Referendario della psicologia della Wehrmacht” si doveva ef et-
tuare un periodo di studi e di preparazione teorico-pratico. Chi superava l’esame
f nale, veniva nominato “consiglieri del Governo” e psicologo delle Forze
Armate: dell’Esercito, dell’Aeronautica o della Marina rispettivamente.
Il numero degli psicologi dell’esercito era di circa duecento uf ciali i quali
mantenevano un rapporto molto forte con il mondo scientif co universitario
“civile”: il collegamento di questi uffici e laboratori militari con il mondo scienti-
fico universitario «civile» è strettissimo. […] ciò è dimostrato per esempio dal fatto
che nel 1934 il Xiv congresso dei psicologi tedeschi, dedicato alla vita sociale, ebbe
una sezione di psicologia militare […] . Il dottor Max Simoneit, che si era partico-
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larmente occupato del metodo di selezione da adottare nelle forze armate, era
dell’idea che: la descrizione e la valutazione devono essere date per opera comune da
psicologi e da pratici. il psicologo deve cercare di comprendere il candidato dal punto
di vista strutturale psicologico, il pratico deve portare l’esperienza della professione e
la nozione del suo sviluppo storico, che devono però essere da lui intensamente intesi
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e vissuti e modo da potersene valere in occasione degli esami dei candidati .
30 Ivi, pp. 393-394.
31 Ivi, pp. 393-395.
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