Page 32 - Rassegna 2024-4 supplemento
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In merito alla metodologia impiegata nel campo della selezione, secondo
Banissoni, non emergono sostanziali disparità tra l’approccio tedesco e quello ita-
liano, se non altro nei risultati conseguiti. I fondamenti su cui si erge l’edif cio
epistemologico della selezione degli uf ciali in Germania, delineati dal Dottor
Simoneit, sono inequivocabilmente radicati nel contesto storico e profondamen-
te plasmati dalla cultura predominante. Al di là di tali considerazioni sociologi-
che, che vanno tenute in debito conto, il suo lavoro conserva tutt’oggi una rile-
vante validità e un’apprezzabile ef cacia metodologica. Particolarmente signif ca-
tiva risulta la descrizione discorsiva della procedura adottata, secondo la quale:
L’esame consiste di queste parti: prima presa di contatto con un colloquio rela-
tivo alla vita passata; attività motoria in cui viene osservata la espressione mimica e
pantomimica (esercizi a corpo libero, di trazione, marcia, corsa, salto); lavori tecnici
ed altri lavori pratici; svolgimento per iscritto di temi dati; esami sulla reattività […
]; lavori richiedenti un forte impegno fisico, che somigliano a prestazioni sportive,
ma non seno pensati come tali; prove di comando […] in cui il candidato ha da gui-
dare i suoi colleghi o dei soldati in attività diverse; colloqui esaurienti con un psico-
logo e con un sanitario sugli esami e sulla vita precedente. Qualche volta sì fanno ese-
guire disegni o prove di interpretazione di immagini. per qualche gruppo di candi-
dati, p. e. per gli aspiranti aviatori, si fanno in più degli esami, di solito con l’ausilio
di apparecchi. gli aspiranti ammessi vengono controllati nella loro carriera .
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Fin da allora, tale forma di “controllo”, condotta dagli uf ciali psicologi,
non era concepita come una rigorosa ispezione delle attività svolte dagli uf ciali
sottoposti a osservazione, né rappresentava un’interferenza nell’azione di coman-
do dei superiori dell’uf ciale in questione. La logica che guidava tale pratica era
basata sull’idea che tutto procede per il meglio, a meno che non emergano elementi
contrari. E quando tali elementi si presentavano, i giudizi degli uf ciali psicologi
non vincolavano la carriera dell’individuo, ma fornivano unicamente informa-
zioni al comando cui l’uf ciale era subordinato. Spettava comunque alla gerar-
chia decidere il peso da attribuire a tali valutazioni psicologiche.
In ultima analisi, il Banissoni, sorvola sulla condizione della psicologia mili-
tare in Italia, ma ritiene opportuno segnalare l’importante contributo di P.
Gemelli nel volume il soldato italiano, risalente alla “Grande Guerra” e il suo
apporto all’innovativa attività nella selezione degli aviatori che evidenzia il suo
ruolo pionieristico nel settore. Inoltre, l’autore ha voluto segnalare che durante i
Corsi di Cultura Psicotecnica tenuti a Roma e Milano, si è avuto il privilegio di
benef ciare della collaborazione alla docenza non solo dei medici dell’Istituto
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