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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               def nito il “prof lo psicotecnico”, ma analizzava anche come e in che misura
               eventuali lacune si compensassero, in quali correlazioni interagissero tra di
               loro  e  come  queste  si  integrassero  per  delineare  la  personalità  del  pilota.
               Inoltre, sottolineava che per formulare un giudizio non ci si dovesse limitare
               ai dati forniti dai test psicotecnici, ma fosse cruciale inserirli in una visione
               complessiva  della  personalità  umana,  prendendo  in  considerazione  sia
               l’aspetto f siologico che, soprattutto, quello psicologico. Solo chi possedeva
               una visione completa della personalità del candidato poteva comprendere le
               motivazioni del suo comportamento durante il test mentale. Di conseguenza,
               lo psicologo, dopo aver cercato di comprendere la personalità del soggetto,
               doveva valutare il suo comportamento non solo in situazioni sperimentali,
               ma anche nelle risposte agli stimoli della vita reale. Il compito della psicologia
               consisteva nel risalire da queste risposte ai fattori che le determinavano, al f ne
               di individuare gli elementi fondamentali e caratteristici della personalità, evi-
               tando così il rischio di interpretare erroneamente le risposte fornite dal sog-
               getto in esame.
                    L’importanza di questo approccio alla selezione diventa evidente quan-
               do si analizzano le complesse responsabilità af  date al pilota durante la navi-
               gazione. L’osservazione attenta del suo comportamento durante il volo per-
               mette di condurre una sorta di esame psicologico, consentendo di valutare se
               egli sia in grado di amalgamare le informazioni fornite dagli strumenti con la
               sua esperienza, al f ne di prendere decisioni ponderate. Infatti, sosteneva che:
                    se io osservo, durante la navigazione un pilota, dal suo comportamento
               posso arrivare a fare una diagnosi psicologica e posso inferire se egli sa connet-
               tere insieme gli elementi fornitigli dagli strumenti con il bagaglio della sua
               cultura per arrivare ad un giudizio. se nel prendere una decisione, egli è pron-
               to, ovvero precipitoso; rapido, ovvero lento; incerto ovvero sicuro; se il sopravenire
               improvviso di nuove circostanze lo turba; o se invece si mantiene tranquillo; se,
               fornito di spirito di osservazione, riflette su tutti gli elementi; se superficiale, si
               arresta al primo dato; se, attento, esamina e controlla i singoli dati: se irrifles-
               sivo, si accontenta di un numero o di un indice .
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                    Tutti  questi  elementi  convergono  per  fornire  un  quadro  completo
               dell’attitudine e delle capacità del pilota nel gestire le numerose sf de impe-
               gnative che si sostengono durante l’attività di volo. Pertanto, nel contesto
               dell’avanzamento delle tecnologie aeronautiche, il panorama della selezione
               psicotecnica ha richiesto un signif cativo cambio di prospettiva.


               38  Ivi, p. 91.

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