Page 36 - Rassegna 2024-4 supplemento
P. 36
SuPPLEMEnTo 2024
un altro caposaldo della selezione “psicotecnica” promosso da padre
Gemelli, riguardava la formazione di coloro incaricati della selezione stessa. Per il
prelato, era essenziale che coloro che si preparavano a svolgere questo ruolo
af rontassero direttamente le stesse mansioni che successivamente sarebbero stati
chiamati a valutare nei candidati. non solo dovevano possedere una profonda
comprensione del lavoro da svolgere, ma dovevano anche essere consapevoli delle
sf de incontrate durante le prove attitudinali che essi stessi avrebbero ideato per
valutare i candidati. Questo approccio garantiva una maggiore empatia e compe-
tenza nel processo di selezione, permettendo agli operatori di comprendere appie-
no le esigenze e le dif coltà coinvolte nel ruolo. Su questo aspetto riferisce che:
Durante quest’anno ho avuto occasione di prendere alcune lezioni di volo
per arrivare a conseguire il brevetto di pilotaggio. Ho avuto anche occasione di
pilotare diversi tipi di aeroplani. tutto questo mi ha dato modo di fare molte
osservazioni, preziose quanto mai, che mi serviranno di stimolo a indagini spe-
rimentali di psicofisiologia del volo. Dirò, di passaggio, che mi sono convinto che
non è possibile studiare questi problemi senza aver pilotato; non basta, per ren-
dersi conto adeguato dei compiti del pilota, farsi trasportare in aeroplano; biso-
gna imparare, almeno sommariamente, quelli che sono i suoi vari compiti […
]. sbagliando, correggendomi, ascoltando le correzioni dell’istruttore, ho potuto
meglio penetrare nel meccanismo psicofisico del pilotaggio; oggi mi pare di poter
dire con maggior sicurezza ciò che si deve chiedere per la selezione dei piloti .
37
L’insigne scienziato era fermamente convinto che l’accurata valutazione
delle attitudini per una specif ca attività non potesse essere raggiunta esclusi-
vamente attraverso i risultati di uno o più test mentali. Questa visione della
selezione, def nita “meccanica”, non solo si rivelava dannosa, ma risultava
anche inadeguata nel predire il comportamento potenziale degli individui
nelle reali condizioni lavorative. Egli sosteneva che fosse imprescindibile con-
testualizzare il risultato del test mentale nel più ampia prospettiva dell’attività
psichica umana. Il test mentale, quindi, doveva essere considerato solo uno
strumento per valutare la risposta di un individuo a un dato compito. Il valo-
re aggiunto risiedeva nel fatto che questa risposta rif etteva l’intera comples-
sità della personalità psichica. nel valutare le attitudini di un individuo, era
pertanto necessario considerare la sua personalità nella sua totalità e nei suoi
molteplici aspetti, integrando la risposta al test nell’insieme più ampio della
personalità umana. Sin dal 1914, egli non solo identif cava le attitudini e le
funzioni richieste per un pilota, riunite in un documento che all’epoca fu
37 Ivi, p. 87.
34

