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Al corso, infatti, non solo venivano ammessi alla frequenza uf ciali delle
varie Forze Armate, ma soprattutto alcuni docenti erano di origine militare
come, per esempio, il generale Pietro Garassino che teneva l’insegnamento intito-
lato Le possibili applicazioni pratiche della psicotecnica nell’esercito, o il colonnel-
lo medico dottor A. Marulli con il suo corso di psicotecnica ed aviazione, o anco-
ra il tenente colonnello C. Montini per L’applicazione della psicotecnica alla
gente di Mare.
Ma chi si occupò di organizzare per primo in Italia un vero e proprio servizio
psicologico delle Forze armate, tenendo anche delle lezioni all’Accademia della
Farnesina, fu Ferruccio Banissoni . Egli fu assistente dello stesso De Sanctis
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all’Istituto di Psicologia per diversi anni. nel 1926 aveva conseguito la libera
docenza in Psicologia sperimentale e la sua collaborazione e permanenza presso
l’Istituto di psicologia di Roma continuò anche sotto la direzione di Mario Ponzo.
notevole è il contributo di pensiero da lui presentato nell’articolo pubbli-
cato sulla rivista “Archivio di Psicologia neurologia Psichiatria e Psicoterapia”
nel 1939, intitolato Le applicazioni della psicologia alla selezione e all’istruzione
del soldato nei principali paesi. Tale documento fu presentato come un ‘discorso
di classe’ durante una riunione della S.I.P.S. Il documento of re una sintetica
panoramica dell’importanza e dell’uso della psicologia in ambito militare adotta-
ta da alcuni Paesi Europei. un primo aspetto che viene rilevato è in merito alla
considerazione che la psicologia gode a livello internazionale. Considerazione che
stride con quella in campo nazionale laddove:
era logico che una volta costituitesi le singole discipline scientifiche, l’organiz-
zazione militare se ne valesse per l’assolvimento dei suoi compiti. così è avvenuto e
sta avvenendo per la psicologia, mentre ancora i suoi cultori devono difenderne, in
campo dottrinale e in campo universitario, con anacronismo imposto, persino la
legittimità dell’esistenza autonoma .
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Per ottenere una visione quantitativa dell’importanza della psicologia a livel-
lo internazionale, Banissoni richiama l’opera del generale polacco Janusz
Gąsiorowski, che ha compilato un vasto elenco bibliograf co sulla psicologia mili-
tare dell’epoca. Quest’opera include più di 6382 titoli di libri e articoli, concepita
dall’autore come fondamentale per il futuro sviluppo della disciplina. La raccolta,
che abbraccia il periodo dall’ottocento (dopo napoleone e Clausewitz) f no al
1933, comprende contributi in polacco, francese, tedesco e russo. Sono stati inclu-
si meno lavori in lingua italiana (appena 308, ovvero il 4,9%) e in lingua inglese.
28 P. Zocchi, 2016, in https://www.aspi.unimib.it/collections/entity/detail/196/.
29 F. Banissoni, 1939.
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