Page 261 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
dell’anacronistico aggettivo medica, mirava a conseguire obiettivi più aderenti
all’evoluzione della sensibilità sociale verso le tematiche psicologiche.
non si parlava più solo di cura, ma anche e soprattutto di sviluppo di capa-
cità tese all’adattamento e al benessere psicof sico. La Direttiva di
Funzionamento delineava chiaramente gli obiettivi del Servizio di Psicologia
secondo i quali:
a. obiettivo primario del servizio di psicologia è l’implementazione delle
capacità di adattamento e del benessere psicofisico del personale dell’arma dei
carabinieri. tale obiettivo rappresenta la matrice organizzativa di riferimento
al cui interno si sviluppano e vengono attuate tutte le attività discendenti del
servizio.
b. nel garantire tale interesse istituzionale, il servizio di psicologia articola
il proprio funzionamento su delle macro aree di intervento che ne caratterizzano
(non limitandola) l’attività:
(1) area clinico - organizzativa;
(2) Formazione e addestramento;
(3) supporto tecnico nell’ambito dei provvedimenti medico-legali delle com-
petenti infermerie presidiarie .
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La nuova Direttiva veicolava, quindi, un’idea innovativa di Servizio di
Psicologia, depurata dai requisiti strettamente legati alla corporeità, per acquisire
quelli più inerenti alle potenzialità della mente e del pensiero. La capacità di
conoscere e di comprendere, proprie dell’essere umano, dovevano essere stimola-
te per adattarsi alle continue sollecitazioni derivanti dallo sviluppo sociale e tec-
nologico.
Pensando al mondo del lavoro, spesso risulta dif cile immaginare un colle-
gamento con le parti più emotive della persona. Tradizionalmente, il contesto
lavorativo è stato segnato da principi come razionalità, capacità organizzativa,
produttività, precisione, puntualità e controllo. Questi aspetti lasciano poco spa-
zio alla sfera emotiva, vista come un ostacolo alla buona condotta lavorativa e al
successo di un’organizzazione.
Gli aspetti emotivi hanno sempre ricoperto un ruolo negativo nella cultura
dell’ef cienza sul lavoro, poiché considerati elementi che interferiscono e dimi-
nuiscono la qualità dell’attività razionale.
Con l’avvento del nuovo secolo, si è iniziato a comprendere che una valuta-
zione globale dell’essere umano non potesse essere scissa dall’inf uenza della com-
ponente emotiva, la quale inf uenza atteggiamenti e comportamenti.
a
221 Allegato «B» Al foglio n. 51149/2020 - 3 Sez. in data 7 novembre 2020 del Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri - SM - IV Reparto - Direzione di Sanità.
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