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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               dell’anacronistico aggettivo medica, mirava a conseguire obiettivi più aderenti
               all’evoluzione della sensibilità sociale verso le tematiche psicologiche.
                    non si parlava più solo di cura, ma anche e soprattutto di sviluppo di capa-
               cità  tese  all’adattamento  e  al  benessere  psicof sico.  La  Direttiva  di
               Funzionamento  delineava  chiaramente  gli  obiettivi  del  Servizio  di  Psicologia
               secondo i quali:
                    a. obiettivo primario del servizio di psicologia è l’implementazione delle
               capacità  di  adattamento  e  del  benessere  psicofisico  del  personale  dell’arma  dei
               carabinieri. tale obiettivo rappresenta la matrice organizzativa di riferimento
               al  cui  interno  si  sviluppano  e  vengono  attuate  tutte  le  attività  discendenti  del
               servizio.
                    b. nel garantire tale interesse istituzionale, il servizio di psicologia articola
               il proprio funzionamento su delle macro aree di intervento che ne caratterizzano
               (non limitandola) l’attività:
                    (1) area clinico - organizzativa;
                    (2) Formazione e addestramento;
                    (3) supporto tecnico nell’ambito dei provvedimenti medico-legali delle com-
               petenti infermerie presidiarie .
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                    La  nuova  Direttiva  veicolava,  quindi,  un’idea  innovativa  di  Servizio  di
               Psicologia, depurata dai requisiti strettamente legati alla corporeità, per acquisire
               quelli  più  inerenti  alle  potenzialità  della  mente  e  del  pensiero.  La  capacità  di
               conoscere e di comprendere, proprie dell’essere umano, dovevano essere stimola-
               te per adattarsi alle continue sollecitazioni derivanti dallo sviluppo sociale e tec-
               nologico.
                    Pensando al mondo del lavoro, spesso risulta dif  cile immaginare un colle-
               gamento con le parti più emotive della persona. Tradizionalmente, il contesto
               lavorativo è stato segnato da principi come razionalità, capacità organizzativa,
               produttività, precisione, puntualità e controllo. Questi aspetti lasciano poco spa-
               zio alla sfera emotiva, vista come un ostacolo alla buona condotta lavorativa e al
               successo di un’organizzazione.
                    Gli aspetti emotivi hanno sempre ricoperto un ruolo negativo nella cultura
               dell’ef  cienza sul lavoro, poiché considerati elementi che interferiscono e dimi-
               nuiscono la qualità dell’attività razionale.
                    Con l’avvento del nuovo secolo, si è iniziato a comprendere che una valuta-
               zione globale dell’essere umano non potesse essere scissa dall’inf uenza della com-
               ponente emotiva, la quale inf uenza atteggiamenti e comportamenti.

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               221 Allegato «B» Al foglio n. 51149/2020 - 3  Sez. in data 7 novembre 2020 del Comando Generale
                   dell’Arma dei Carabinieri - SM - IV Reparto - Direzione di Sanità.
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