Page 258 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Se  necessario,  il  militare  veniva  avviato  all’Infermeria  Presidiaria,  previa
             acquisizione  del  parere  del  superiore  gerarchico  diretto  del  Comandante  di
             Reparto, con menzione nella relazione informativa.
                  L’avvio del militare all’Infermeria Presidiaria comportava, secondo le dispo-
             sizioni, il ritiro dell’arma di ordinanza e delle eventuali armi detenute privata-
             mente, con informazione all’Autorità di pubblica sicurezza. Il Comandante di
             Reparto doveva inoltre garantire che il militare fosse accompagnato da un altro
             militare  durante  l’accertamento  presso  l’Infermeria  Presidiaria,  per  motivi  di
             sicurezza e supporto psicologico.
                  Il Direttore dell’Infermeria Presidiaria, ricevuta la richiesta di avvio, doveva
             f ssare con urgenza la presentazione del militare e interloquire preventivamente
             con il Comandante di Reparto per acquisire ulteriori informazioni. All’atto della
             presentazione  presso  l’Infermeria  Presidiaria,  il  Direttore  o  l’uf  ciale  medico
             delegato ef ettuava una visita preliminare, raccogliendo informazioni anamnesti-
             che e valutando clinicamente il militare. Successivamente, poteva coinvolgere lo
             Specialista Psicologo (SP) per un colloquio approfondito e ulteriori accertamenti
             psicodiagnostici, se ritenuto necessario.
                  L’adozione di provvedimenti cautelativi restava una facoltà del Direttore
             dell’Infermeria Presidiaria, che doveva valutare attentamente ogni caso per evita-
             re automatismi. Le risultanze degli accertamenti venivano comunicate formal-
             mente al Comandante di Reparto per gli ulteriori adempimenti di competenza,
             inclusi il ritiro della tessera di riconoscimento e la segnalazione delle condizioni
             del militare.
                  In  tutti  i  casi  di  diagnosi  di  una  certa  rilevanza  clinica,  il  Direttore
             dell’Infermeria Presidiaria doveva predisporre un programma di follow-up perio-
             dico per monitorare la condizione del militare. Il Comandante di Reparto doveva
             assicurarsi che il militare si presentasse alle visite di follow-up alle scadenze indica-
             te. Anche se il militare fosse stato giudicato idoneo al servizio, ma fosse emersa
             una condizione di sof erenza comportamentale, veniva predisposto un program-
             ma di follow-up proporzionato alla gravità della condizione.
                  In caso di trasferimento del militare, il Direttore dell’Infermeria Presidiaria
             cedente doveva informare immediatamente l’Infermeria Presidiaria acquirente
             per garantire la continuità del follow-up. La Direzione di Sanità del Comando
             Generale dell’Arma dei Carabinieri valutava la correttezza degli adempimenti e
             l’adeguatezza dei provvedimenti medico-legali, organizzando seminari informati-
             vi e ottimizzando l’apporto dei consulenti.
                  La conoscenza del personale restava la principale risorsa di prevenzione, e il



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