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Se necessario, il militare veniva avviato all’Infermeria Presidiaria, previa
acquisizione del parere del superiore gerarchico diretto del Comandante di
Reparto, con menzione nella relazione informativa.
L’avvio del militare all’Infermeria Presidiaria comportava, secondo le dispo-
sizioni, il ritiro dell’arma di ordinanza e delle eventuali armi detenute privata-
mente, con informazione all’Autorità di pubblica sicurezza. Il Comandante di
Reparto doveva inoltre garantire che il militare fosse accompagnato da un altro
militare durante l’accertamento presso l’Infermeria Presidiaria, per motivi di
sicurezza e supporto psicologico.
Il Direttore dell’Infermeria Presidiaria, ricevuta la richiesta di avvio, doveva
f ssare con urgenza la presentazione del militare e interloquire preventivamente
con il Comandante di Reparto per acquisire ulteriori informazioni. All’atto della
presentazione presso l’Infermeria Presidiaria, il Direttore o l’uf ciale medico
delegato ef ettuava una visita preliminare, raccogliendo informazioni anamnesti-
che e valutando clinicamente il militare. Successivamente, poteva coinvolgere lo
Specialista Psicologo (SP) per un colloquio approfondito e ulteriori accertamenti
psicodiagnostici, se ritenuto necessario.
L’adozione di provvedimenti cautelativi restava una facoltà del Direttore
dell’Infermeria Presidiaria, che doveva valutare attentamente ogni caso per evita-
re automatismi. Le risultanze degli accertamenti venivano comunicate formal-
mente al Comandante di Reparto per gli ulteriori adempimenti di competenza,
inclusi il ritiro della tessera di riconoscimento e la segnalazione delle condizioni
del militare.
In tutti i casi di diagnosi di una certa rilevanza clinica, il Direttore
dell’Infermeria Presidiaria doveva predisporre un programma di follow-up perio-
dico per monitorare la condizione del militare. Il Comandante di Reparto doveva
assicurarsi che il militare si presentasse alle visite di follow-up alle scadenze indica-
te. Anche se il militare fosse stato giudicato idoneo al servizio, ma fosse emersa
una condizione di sof erenza comportamentale, veniva predisposto un program-
ma di follow-up proporzionato alla gravità della condizione.
In caso di trasferimento del militare, il Direttore dell’Infermeria Presidiaria
cedente doveva informare immediatamente l’Infermeria Presidiaria acquirente
per garantire la continuità del follow-up. La Direzione di Sanità del Comando
Generale dell’Arma dei Carabinieri valutava la correttezza degli adempimenti e
l’adeguatezza dei provvedimenti medico-legali, organizzando seminari informati-
vi e ottimizzando l’apporto dei consulenti.
La conoscenza del personale restava la principale risorsa di prevenzione, e il
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