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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               Comandante di Reparto doveva riservare particolare attenzione alle situazioni di
               sof erenza comportamentale, valutando anche l’attivazione di interventi assisten-
               ziali, economici e di altro genere. Era fondamentale che il militare comprendesse
               il signif cato e lo scopo della procedura in ogni fase. Qualora il militare esprimesse
               un dissenso esplicito a essere sottoposto agli accertamenti sanitari, il Direttore
               dell’Infermeria Presidiaria doveva valutare se sussistessero dubbi sull’idoneità al
               servizio e, in caso af ermativo, proporre un accertamento con visita collegiale.
                    Tutti gli accertamenti sanitari dovevano essere correttamente inseriti nel-
               l’applicativo  informatico  Sistema  Informativo  Amministrazione  Difesa
               (SISAD), integrando le informazioni con le consulenze specialistiche richieste.
                    La relazione del Comandante di Reparto doveva precedere l’invio del mili-
               tare all’Infermeria Presidiaria e non essere trasmessa contemporaneamente alla
               presentazione  dell’interessato,  per  permettere  al  Direttore  dell’Infermeria
               Presidiaria  di  ef ettuare  le  necessarie  valutazioni  preventive.  nell’ambito  della
               procedura  def nita,  lo  Specialista  Psicologo  aveva  principalmente  un  ruolo  di
               supporto tecnico - consulenziale al Direttore dell’Infermeria Presidiaria.
                    L’intero processo era orientato alla tutela della salute e del benessere dei
               militari, garantendo al contempo l’ef  cienza del servizio istituzionale e la sicurez-
               za  dei  singoli  e  della  collettività.  Attraverso  questa  direttiva,  l’Arma  dei
               Carabinieri dimostrò una comprensione profonda delle complesse interazioni tra
               salute mentale e f sica, e l’importanza di af rontarle in modo coordinato. Si evi-
               denziò che il benessere psicologico era essenziale non solo per la salute individua-
               le, ma anche per la coesione e l’ef  cienza del gruppo.
                    È bene sottolineare che questa Direttiva aveva ribadito il ruolo consultivo
               dei nucleo di Psicologia nei confronti del Direttore dell’Infermeria Presidiaria,
               soprattutto per i casi che necessitavano di una consulenza psicologica o di un
               approfondimento psicodiagnostico per la def nizione dei provvedimenti medico-
               legali. La valutazione dell’idoneità al servizio e l’emissione dei giudizi medico-
               legali restavano una prerogativa esclusiva dell’organo Sanitario militare compe-
               tente, ossia l’Infermeria Presidiaria. Il Direttore di quest’ultima, qualora fosse un
               uf  ciale  superiore,  deteneva  anche  le  attribuzioni  medico-legali  riservate  ai
               Direttori delle strutture sanitarie militari, come previsto dall’art. 195 del Codice
               dell’ordinamento Militare .
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               219 Codice dell’ordinamento Militare - Art. 195 - 1. Le strutture sanitarie militari deputate alla dia-
                   gnosi, cura e alle attività di medicina legale sono: a) il Policlinico militare, con sede in Roma,
                   struttura polispecialistica che svolge anche attività di sperimentazione clinica, di formazione e di
                   ricerca in ambito sanitario e veterinario; b) i Centri ospedalieri militari, aventi competenze nella
                   diagnostica terapeutica per il ricovero e la cura del personale militare; c) i Dipartimenti militari

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