Page 217 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    In questo modo si trascurano le implicazioni negative di questa metodolo-
               gia  obsoleta  tanto  sul  personale  istruttore  quanto  sugli  allievi  stessi.  Questo
               modello, basato su una cultura consolidata del si è sempre fatto così, purtroppo,
               non tiene in considerazione le conseguenze negative di questo approccio e il lavo-
               ro supplementare a cui devono far fronte sia gli istruttori che gli allievi per supe-
               rare questo divario iniziale.
                    È più che noto che i nuovi arrivati nelle Scuole, per mitigare la sensazione
               iniziale di isolamento e smarrimento, tendano spontaneamente a formare gruppi
               omogenei basati su criteri contingenti come provenienza geograf ca, età, genere,
               background  accademico,  interessi  sportivi,  e  così  via.  Questi  raggruppamenti,
               sebbene inizialmente funzionali per ridurre l’ansia sociale, nel lungo periodo pos-
               sono alimentare dinamiche di rivalità piuttosto che di sana collaborazione.
                    La proposta innovativa introdotta con lo sharing Day mirava esplicita-
               mente a facilitare l’integrazione sociale e la coesione di gruppo f n dalle prime
               fasi dell’addestramento, attraverso attività strutturate di formazione esperienzia-
               le.  I  risultati  empirici  di  tale  iniziativa  hanno  evidenziato  un  miglioramento
               signif cativo nella percezione di integrazione da parte degli allievi, nonché una
               maggiore partecipazione e coinvolgimento nelle attività addestrative ed extrad-
               destrative. La gestione delle emozioni e la promozione di un ambiente educativo
               inclusivo sono elementi cruciali per il successo formativo delle nuove reclute.
               Introdurre pratiche addestrative che tengano conto di questi aspetti non solo
               migliora l’adattamento individuale e collettivo ma contribuisce anche a creare
               una cultura organizzativa più resiliente e orientata alla collaborazione ef  cace,
               preparando così gli allievi a sf de più complesse e variabili nel loro percorso pro-
               fessionale.
                    nella fase iniziale di addestramento militare, la ricerca di sicurezza nei com-
               portamenti e la ferma aderenza ai principi della disciplina può risultare un obiet-
               tivo prematuro per le nuove reclute provenienti dalla vita civile, spesso imprepa-
               rati alla disciplina e alle esigenze del contesto militare. La sicurezza nei comporta-
               menti ed il rigore disciplinare sono obiettivi da raggiungere a piccoli passi dopo un
               certo periodo di addestramento, e non possono costituire il “requisito” che si
               richiede nel momento in cui si entra per la prima volta in un contesto militare.
               L’“austerità” di condotta adottata all’inizio dell’addestramento, molto spesso, è la
               condizione più favorevole af  nché si sviluppi in alcuni allievi, e non sono pochi,
               soprattutto quelli che non hanno un’esperienza militare e che provengono tout
               court dalla vita civile, quel freezing emotivo di cui si parlava prima e che risulta
               disfunzionale a tutti gli apprendimenti che vengono impartiti successivamente.



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