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                  Questo principio elementare guida il modo in cui comprendiamo il funzio-
             namento dell’apprendimento e della memoria nel cervello umano.
                  Questo modulo formativo preliminare, quindi, non solo si proponeva di
             preparare le reclute alla puntigliosità della “disciplina” e alle esigenze del contesto
             militare, ma anche di sfruttare attivamente i principi scientif ci della neuroscienza
             per ottimizzare il processo di apprendimento e adattamento delle nuove reclute.
             Integrando queste conoscenze nella pratica addestrativa, si mirava non solo a for-
             nire  competenze  operative  ma  anche  a  stimolare  un  miglioramento  continuo
             delle capacità cognitive e adattive dei partecipanti. L’integrazione delle neuro-
             scienze nell’ambito formativo non rappresentava solo un’evoluzione teorica, ma
             una pratica addestrativa che poteva migliorare signif cativamente l’ef  cacia e l’ef-
             f cienza dell’addestramento militare, promuovendo una formazione più consa-
             pevole e mirata alle esigenze complesse dei moderni ambienti operativi.
                  nel contesto specif co delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, l’adozione di
             strategie protettive per gestire le emozioni dei nuovi allievi si è rivelata fondamen-
             tale. È stato ampiamente documentato che le emozioni non solo inf uenzano la
             qualità dell’esperienza di apprendimento individuale, ma giocano un ruolo cru-
             ciale nel contesto collettivo, facilitando il cosiddetto contagio emotivo all’interno
             dei gruppi. Questo fenomeno, osservato anche dai neuroscienziati, rappresenta
             una risorsa essenziale per af rontare situazioni stressanti come quelle iniziali di
             adattamento al contesto militare dove situazioni di dif  coltà iniziale possono esse-
             re superate con l’aiuto reciproco e il sostegno emotivo tra i membri del gruppo.
                  L’assenza  di  un’attenta  gestione  delle  emozioni  durante  le  fasi  iniziali  di
             incorporamento può invece condurre a quello che la letteratura def nisce “free-
             zing emotivo”. In questo stato, il sistema attenzionale mostra segni di disfunzione,
             seguito da un periodo prolungato di ipoattività generale, dovuto alla separazione
             tra le funzioni cognitive e af ettive. Questa incoerenza interna può compromette-
             re signif cativamente l’ef  cacia dell’apprendimento e l’integrazione delle esperien-
             ze vissute. Tale condizione di blocco cognitivo, spesso derivato da una disfunzio-
             ne nel sistema attenzionale seguita da una ridotta attività cognitiva globale, crea
             una frattura ancora più marcata tra le funzioni cognitive e af ettive, compromet-
             tendo l’ef  cacia dell’apprendimento e la coerenza tra azioni e vissuti emotivi.
                  Presso le Scuole dell’Arma dei Carabinieri, purtroppo, persiste un modello
             formativo che, paradossalmente, sembra trascurare tali considerazioni in favore
             di un approccio tradizionale e fondato in modo rigido, corso dopo corso, sul pre-
             supposto, spesso accettato in maniera più o meno inconsapevole, che l’allievo
             non debba pensare autonomamente, ma semplicemente eseguire gli ordini.



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