Page 221 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Le dif coltà dovevano essere af rontate collettivamente e da un punto di
vista organizzativo, sfruttando tutte le potenzialità del gruppo per promuovere
una crescita sia personale che professionale. Se un allievo, per esempio, incontra-
va dif coltà nello studio o in qualche attività pratica, il gruppo doveva mettere in
atto tutte le strategie di supporto necessarie af nché il collega potesse superarle e
mettersi al pari degli altri.
Solo così si poteva dare senso alla metafora che contraddistingue ogni
appartenente all’Arma dei Carabinieri: sentirsi parte di una grande famiglia in
cui ci si aiuta reciprocamente. Condividere sin dall’inizio questi presupposti
metaforici e simbolici signif cava anche porre le fondamenta per costruire un
reale senso di solidarietà all’interno dell’Istituzione lungo il corso della carriera di
ogni militare. L’attenzione verso sé stessi e verso il collega è un valore che deve
essere costantemente “allenato” e, prima ancora, “appreso” durante l’addestra-
mento, per prevenire e ridimensionare eventuali manifestazioni di malessere o
disagio psicologico. Il mutuo soccorso non è da considerarsi solo un comporta-
mento spontaneo, ma un aspetto della persona che va appreso e coltivato, af n-
ché possa essere attuato in situazioni potenzialmente pericolose.
Il presupposto su cui si fondava questo ragionamento era quello secondo cui
se gli aspetti preventivi e protettivi facessero parte del bagaglio esperienziale del
singolo, con ogni ragionevole probabilità potrebbero essere messi in pratica con
naturalezza nel corso della carriera. Tuttavia, se una persona non sa come agire in
particolari situazioni di dif coltà di un conoscente, o non si era mai sperimentata
nell’apportare aiuto a un collega, o ancora non aveva mai ritenuto di poter avva-
lersi dell’aiuto di qualcuno in caso di bisogno, si trova di fronte a dif coltà etiche
insormontabili, poiché sarebbe stata propensa a non intervenire per non intro-
mettersi nelle situazioni personali altrui o in quello che viene considerata la vita
privata del collega. Spesso, durante la carriera professionale dei carabinieri, la
linea che separa le situazioni personali da quelle di servizio è molto labile e dif -
cilmente identif cabile. I due mondi si sovrappongono frequentemente e non è
raro che non si distinguano af atto. Imparare il tatto e la sensibilità con cui
af rontare certe vicende personali, specialmente in sede addestrativa, diventava
dunque il valore aggiunto da of rire alle nuove generazioni di carabinieri. Questi
ultimi, chiamati a svolgere servizi in cui le competenze relazionali sarebbero state
uno strumento strategico da allenare e perfezionare, avrebbero trovato in tali
competenze un pilastro fondamentale per il loro operato. Attraverso questo
approccio, si intendeva promuovere una cultura della solidarietà e del mutuo
sostegno, valori imprescindibili per garantire l’ef cacia operativa e il benessere
psicologico dei membri dell’Arma.
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