Page 226 - Rassegna 2024-4 supplemento
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Queste rif essioni e azioni mirate avrebbero potuto contribuire a migliorare
signif cativamente il benessere complessivo del personale, anche rendendo l’am-
biente di lavoro non solo più produttivo, ma anche più rispettoso delle esigenze
individuali. In questo modo, si ipotizzava di promuovere un cambiamento cul-
turale che valorizzasse non solo le competenze professionali, ma anche il benesse-
re psicologico e emotivo degli individui, integrando così la dimensione umana
con quella professionale in modo armonioso e sostenibile.
Se quanto af ermato risulta condivisibile, è altrettanto vero che lo sviluppo
di una coscienza orientata alla cura del corpo non è stato accompagnato da una
crescita parallela di una cultura volta alla prevenzione del disagio psicologico. Il
benessere della propria psiche è stato dato per scontato, lasciando che ognuno se
la cavasse da sé. Questo approccio poteva forse essere adeguato in una società rela-
tivamente stabile e meno complessa come quella del secolo scorso, dove i modelli
culturali si rinnovavano in maniera ciclica e prevedibile. Tuttavia, in una società
contemporanea caratterizzata da un alto tasso di complessità e da modelli culturali
in rapida e continua evoluzione, i tradizionali dispositivi di protezione della salute
psicologica appaiono ormai inadeguati per rispondere alle esigenze attuali degli
individui. Si rende dunque necessario sviluppare una coscienza collettiva che si
occupi attivamente del benessere mentale. Così come per la prevenzione delle
malattie f siche è stata adottata una sistematica educazione igienico-sanitaria, allo
stesso modo è indispensabile apprendere e praticare un modello di intervento psi-
cologico adeguato per prevenire disagi psicologici e gestire alti livelli di stress.
Quali potrebbero essere state le modalità ottimali per imparare a prendersi
cura di sé nel contesto militare? nelle rif essioni e nelle considerazioni degli uf -
ciali psicologi del CePAF, il modo migliore per sviluppare le condizioni di un
sistema organico di prevenzione e benessere psicologico non poteva che risiedere
nell’ambito dell’addestramento.
La formazione, è bene ricordarlo, è il luogo naturale dove si apprendono e
si acquisiscono competenze, conoscenze e abilità specif che di un determinato
settore. La formazione militare, pertanto, dovrebbe includere nelle sue attività
addestrative anche l’acquisizione di competenze psicologiche. Parlare di un pro-
cesso di alfabetizzazione psicologica in questo contesto avrebbe signif cato creare
le condizioni favorevoli per ridurre il disagio psicologico percepito dai militari. Il
presupposto più appropriato per fornire una risposta istituzionale convincente
ed ef cace, al f ne di contribuire all’accrescimento del benessere psicologico del
personale, sarebbe consistito nel dif ondere e condividere una cultura psicologica
positiva.
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