Page 230 - Rassegna 2024-4 supplemento
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SuPPLEMEnTo 2024
comprensione approfondita delle reazioni emotive in situazioni di alta tensione
e dei metodi per gestirle in modo costruttivo. Questi moduli formativi, dunque,
non solo erano stati concepiti per arricchire la preparazione teorica e pratica dei
carabinieri in formazione, ma miravano soprattutto a sviluppare una profonda
consapevolezza dell’importanza degli aspetti psicologici che inf uenzano il com-
portamento umano. Essi erano progettati per fornire le conoscenze e le compe-
tenze necessarie a svolgere con ef cacia i compiti istituzionali, garantendo che i
carabinieri fossero ben equipaggiati per af rontare le sf de operative con compe-
tenza e professionalità. oltre a questo, i moduli formativi erano fondamentali per
promuovere un ruolo attivo e propositivo dei carabinieri nella creazione e nello
sviluppo di una cultura psicologica positiva all’interno dell’Istituzione.
non si trattava solo di formare utenti “passivi”, destinatari di un ipotetico
servizio psicologico a loro favore, ma di coinvolgere i carabinieri come protago-
nisti attivi nel processo di integrazione delle conoscenze psicologiche nelle prati-
che quotidiane. Questo approccio non avrebbe soltanto migliorato l’ef cacia
delle operazioni, ma avrebbe anche contribuito a creare un ambiente di lavoro
più sano e collaborativo, dove la comprensione delle dinamiche umane sarebbe
stata valorizzata e promossa.
In tal modo, la formazione mirava a proporre agli allievi un modello di
intervento psicologico non medicalizzato, ma orientato all’accrescimento e allo
sviluppo di competenze psicologiche utili in ambito operativo. Le competenze
psicologiche istituzionali, come si è detto, tipo la gestione dello stress sul luogo di
lavoro, la comunicazione ef cace con i colleghi, il lavoro di squadra e la gestione
di situazioni complesse o conf ittuali, rappresentavano un insieme di abilità e
conoscenze personali fondamentali per un carabiniere.
Il benessere e il sostegno psicologico, perciò, non potevano essere conside-
rati in modo astratto. Era necessario tradurre tali concetti in modelli, pratiche e
procedure condivise e adottate. Coinvolgere il personale nelle iniziative istituzio-
nali era fondamentale per condividere scopi e mezzi. Senza una base comune di
conoscenze psicologiche, ogni intervento in situazioni di crisi rischiava di essere
inef cace o addirittura controproducente. Gli interventi psicologici dovevano
essere percepiti come un supporto e non come un’ingerenza o un’intrusione
nella vita privata. Il CePAF aveva proposto uno studio di fattibilità, presentato
f no al Comando Generale, per introdurre nei programmi di istruzione annuali
trenta periodi di insegnamento a carattere psicologico. Questi periodi dovevano
contribuire a migliorare il benessere psicologico e sviluppare le competenze
necessarie per gestire lo stress.
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