Page 235 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
del militare per conoscere gli elementi salienti del suo “modo di essere”, in servi-
zio e anche fuori servizio. Di fatto, la linea di comando era ed è tuttora il princi-
pale garante del benessere del carabiniere, sia attraverso la conoscenza diretta del
militare sia attraverso la responsabilità di comando per la salute e la prevenzione
dei disagi. Solo dopo aver esaurito tutte le possibilità of erte dalla scala gerarchica,
si attivava la procedura sanitaria per tutelare la salute del militare.
In questo contesto, quindi, le valutazioni e le dichiarazioni del medico
dovevano includere sia quanto attestato dalla scala gerarchica sia una descrizione
chiara e dettagliata dei fatti oggettivi riscontrati e i risultati dell’indagine psicolo-
gica ef ettuata.
L’Arma dei Carabinieri, da sempre impegnata nella tutela della salute men-
tale dei propri membri, adottò queste misure perentorie con l’intento di garantire
una condizione neuropsichica ottimale dei propri militari. Tale approccio, in
considerazione che i carabinieri avevano in dotazione l’arma d’ordinanza, mirava
a escludere la presenza di sindromi neuropsichiche o fasi iniziali di malattie men-
tali in evoluzione prima di dichiarare nuovamente idoneo un militare tempora-
neamente non idoneo.
Questo protocollo meticoloso rispecchiava l’attenzione posta sull’af dabili-
tà e la sicurezza all’interno dell’Arma prevenendo la possibilità che individui con
potenziali disturbi mentali fossero reintegrati in servizio senza adeguati controlli.
La rigorosa osservanza di queste direttive testimonia l’importanza che
l’Arma attribuiva alla salute mentale, considerando ogni infermità mentale,
anche se apparentemente guarita, come motivo per un provvedimento di perma-
nente inidoneità al servizio militare. Questo atteggiamento di prevenzione era
essenziale per mantenere un ambiente sicuro e operativamente ef cace.
Di conseguenza, stando alle direttive, per un militare già riconosciuto af et-
to da infermità neuro-psichica e dichiarato temporaneamente non idoneo, era
fondamentale che, prima della riammissione in servizio, venisse tenuto in osser-
vazione in ospedale militare. L’esame doveva escludere con certezza che la sindro-
me neuropsichica precedente non fosse l’inizio di una malattia mentale in evolu-
zione. Inoltre, qualsiasi infermità mentale, anche se apparentemente guarita
dopo periodi di licenza di convalescenza o aspettativa, doveva portare a provve-
dimenti di permanente inidoneità al servizio militare. nella collettività militare, e
in particolare nell’Arma dei Carabinieri, non era ritenuta accettabile la presenza
di individui “in prova” af etti da malattie mentali apparentemente guarite.
A partire dalla seconda metà del novecento, l’Arma dei Carabinieri aveva
adottato misure specif che per assicurare la solidità psicologica del proprio perso-
nale.
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