Page 238 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  nel 1992, l’Arma dei Carabinieri aderì uf  cialmente alla raccolta e all’ana-
             lisi dei dati relativi ai casi di suicidio o tentato suicidio tra i militari di tutte le
             Forze Armate, in conformità con i provvedimenti f nalizzati allo studio e alla pre-
             venzione di tali fenomeni in ambito militare.
                  A tal f ne, venne predisposta una circolare destinata a ogni Comando dei
             Carabinieri,  con  l’indicazione  che,  in  caso  di  suicidio  o  tentato  suicidio,  il
             Comandante  di  corpo  dovesse  inviare  alla  Direzione  di  Sanità  del  Comando
             Generale una serie di documenti  dettagliati sulle modalità dell’atto autolesivo
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             compiuto dai militari dell’Arma. Questo rappresentò un passo signif cativo, poi-
             ché fu la prima volta che l’Istituzione adottò una posizione aperta e proattiva su
             una tematica così delicata. nonostante le dif  coltà legate alla carenza di profes-
             sionisti idonei a svolgere l’attività di rilevamento dei dati nei casi di suicidio e ten-
             tato suicidio, il Comando Generale dell’Arma aderì con attenzione all’iniziativa
             della Direzione Generale della Sanità Militare. Per comprendere appieno questo
             cambiamento, è essenziale esaminare l’atteggiamento dell’Arma dei Carabinieri
             nei confronti della malattia mentale nel corso del tempo.
                  nel corso degli anni, questa visione si evolse, portando l’Arma a riconoscere
             l’importanza di af rontare in modo sistematico e scientif co il fenomeno del sui-
             cidio tra i propri membri. L’adesione all’osservatorio sui fenomeni di suicidio,
             istituito dal Ministero della Difesa, rappresentò un segnale di questo cambiamen-
             to. Il nuovo approccio non solo riconosceva la necessità di raccogliere dati e ana-
             lizzare i casi di suicidio, ma implicava anche un impegno concreto nella preven-
             zione e nella gestione delle problematiche psicologiche e psichiatriche tra i mili-
             tari. È anche vero che l’Arma dei Carabinieri, sin dalla sua fondazione, ha sempre
             posto particolare attenzione all’aspetto “psicologico” del personale. uno dei pre-
             supposti fondamentali per far parte del Corpo dei Carabinieri Reali era, infatti,
             il possesso di una buona condotta, e saviezza distinti , e, perciò, detto con parole
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             moderne, di un adeguato equilibrio psicologico. Questo approccio si rif etteva
             anche  nelle  rigorose  procedure  di  selezione  degli  aspiranti  carabinieri,  i  quali


             199 Circolare n.1/16 «R» - San. di prot. del SM - IV Rep. - Dir. Sanità del 31 luglio 1992. Elenco
                 dei  documenti  da  inviare  al  Direttore  di  Sanità  del  Comando  Generale:  a.  Questionario
                 oPAS/uS (annesso 1) debitamente compilato in ogni sua parte; b. Copia dello stato di servizio
                 o foglio matricolare; c. Documentazione disponibile, inerente la storia sanitaria del soggetto,
                 comprendente eventuali copie di: cartelle cliniche, relative ai ricoveri in luoghi di cura; esiti di
                 osservazione ospedaliera; verbali redatti dalle Commissioni Mediche ospedaliere. d. Relazione
                 tecnico-disciplinare del Comandante di Corpo e/o Reparto Autonomo di Appartenenza del
                 soggetto relativa al caso di suicidio o di tentato suicidio, a completezza e sviluppo di quei dati
                 psicologici di maggiore importanza enunciati nel su citato questionario oPAS.
             200 Regie Patenti del 1814.

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