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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Attraverso un’analisi dettagliata e un approccio discorsivo e divulgativo, è
               evidente come l’Arma dei Carabinieri abbia intrapreso un percorso di trasforma-
               zione culturale e organizzativa per meglio rispondere alle esigenze psicologiche
               dei suoi membri. Questo percorso rif etteva una consapevolezza crescente del-
               l’importanza del benessere psicologico non solo per il rendimento operativo, ma
               anche per la qualità della vita dei militari e delle loro famiglie.

               Il Servizio di Psicologia Medica (SPM)
                    nel agosto del 2001 prese avvio in modo def nitivo il Servizio di Psicologia
               Medica (SPM). È interessante notare, sin da subito, come l’aggettivo medica qua-
               lif casse il servizio, distinguendo implicitamente il sapere psicologico in due rami
               distinti. Il primo, quello cadetto, si era f no ad allora occupato di aspetti conside-
               rati di minor rilievo, come la selezione attitudinale e la formazione. Il secondo,
               quello medico, più nobile e autorevole, avrebbe dovuto occuparsi di questioni
               più serie e complesse che interessavano i militari dell’Arma.
                    Al di là di questa distinzione semplif cata, l’aspetto più rilevante è che il
               Servizio di Psicologia Medica, nella sua fase iniziale, presentava una connotazione
               prevalentemente medica, ossia orientata alla cura di eventuali disfunzioni o disagi
               psichici riscontrati nei militari. Come si evince dai documenti uf  ciali, il Servizio
               di Psicologia Medica nacque con il preciso scopo di prevenire e curare il disagio
               psicologico dei militari dell’Arma in servizio, in quiescenza e dei loro familiari.
               L’accesso al servizio era reso volontario e doveva rispettare rigidi requisiti di riser-
               vatezza, segreto professionale e assoluta tutela della privacy.
                    Quindi, se da un lato si sostenne che il servizio era destinato a prevenire e
               curare il disagio psicologico dei militari dell’Arma, dall’altro, nelle Disposizioni
               attuative del servizio di psicologia Medica, si af ermava che:
                    il servizio in oggetto prevede la partecipazione, il coordinamento ed il control-
               lo del capo sezione sanità di regione cc al quale comunque, in via esclusiva,
               ogni eventuale, ma necessario, adempimento medico - legale che, comunque, nel
               caso di militare in servizio verrà adottato allorquando, dopo attenta valutazione,
               la gravità del quadro clinico presenti fondati elementi di rischio che impongono la
               necessità di tutelare l’individuo, la collettività e l’immagine dell’istituzione .
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                    Il Servizio di Psicologia Medica, dunque, nacque con l’obiettivo primario di
               prevenire e curare il disagio psicologico dei militari dell’Arma in servizio, in quie-
               scenza e dei loro familiari. Questo servizio si concentrava esclusivamente sugli aspetti
               medico-assistenziali, evitando f nalità medico-legali o relative al servizio d’istituto.


               202 Allegato “A” alla Circolare istitutiva nr. 19/63-22-13 - “P” 1989 - San del 9 agosto 2001.

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