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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Questo  quadro  evolutivo  rif etteva  un  impegno  costante  nell’adattare  il
               Servizio di Psicologia Medica alle esigenze specif che dei militari, nonostante le
               dif  coltà iniziali e le percezioni contrastanti. La strada verso una piena accettazio-
               ne del supporto psicologico nell’Arma dei Carabinieri era ancora lunga e irta di
               ostacoli, ma i passi compiuti dimostravano una volontà di cambiamento e un
               riconoscimento dell’importanza del benessere psicologico dei militari.
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                    nel gennaio 2003 , nell’ambito della riconf gurazione ordinativa seguita
               all’adozione  del  nuovo  modello  di  Raggruppamento  Tecnico  Logistico
               Amministrativo, venne disposta la competenza areale delle Infermerie presidia-
               rie.  Questo  signif cava  che  l’assistenza  sanitaria  al  personale  dell’Arma  dei
               Carabinieri, indipendentemente dall’organizzazione funzionale di appartenenza,
               doveva essere garantita dalle 41 Infermerie presidiarie distribuite su tutto il terri-
               torio  nazionale.  In  questo  processo  di  riordino,  il  Servizio  Sanitario  avrebbe
               dovuto occuparsi principalmente di medicina preventiva, diagnostica, medicina
               legale e riabilitativa. Il campo della prevenzione divenne quindi il contesto ideale
               per estendere e sviluppare le attività del neonato Servizio di Psicologia Medica
               (SPM), concepito con il preciso scopo di prevenire e curare il disagio psicologico
               dei militari dell’Arma in servizio, in quiescenza e dei loro familiari. Inizialmente,
               il SPM venne af  dato a due consulenti civili, uno specialista in psichiatria e uno
               in psicologia. Le prestazioni erogate dal Servizio erano a titolo gratuito per i mili-
               tari e i loro familiari, con una f nalità esclusivamente assistenziale. Ciò signif cava
               che non rispondevano a criteri medico-legali né erano connesse agli obblighi di
               servizio dell’Istituto. Questo approccio assistenziale rimaneva conf nato, in via
               esclusiva, alla valutazione del Direttore dell’Infermeria Presidiaria competente
               per ogni eventuale adempimento o provvedimento medico-legale. La struttura
               organizzativa del Servizio Sanitario, dunque, venne progettata per garantire un
               supporto psicologico mirato, con l’obiettivo di creare un ambiente di f ducia in
               cui i militari potessero cercare aiuto senza timore di ripercussioni.
                    L’introduzione  di  questa  nuova  conf gurazione  rappresentava  un  passo
               signif cativo  verso  il  miglioramento  del  benessere  psicologico  all’interno
               dell’Arma dei Carabinieri. Tuttavia, rimanevano sf de considerevoli da af ronta-
               re, tra cui la necessità di superare lo stigma associato alla ricerca di supporto psi-
               cologico e di garantire che le risorse fossero adeguatamente distribuite e accessi-
               bili su tutto il territorio nazionale. Attraverso una serie di interventi mirati e un
               approccio proattivo alla prevenzione, il SPM cercava di identif care e trattare i
               disagi psicologici prima che potessero evolvere in problemi più gravi.


               206 Determinazione - Prot. n. 23/46-4-2000 «R» del Com. Gen. I Rep. - SM - uf . ordin., 2002.

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