Page 246 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Questa strategia preventiva, sebbene ancora in fase di sviluppo, mostrava il
             potenziale per migliorare signif cativamente la qualità della vita dei militari e delle
             loro famiglie, promuovendo una cultura della salute mentale positiva e proattiva
             all’interno dell’Arma. Il successo del SPM dipendeva anche dalla capacità di adat-
             tarsi e rispondere alle esigenze emergenti dei militari, richiedendo un impegno
             continuo da parte delle autorità competenti per garantire che le politiche e le pra-
             tiche del Servizio fossero sempre allineate con i bisogni dei suoi utenti.
                  Questo processo evolutivo, pur con le sue complessità, rappresentava un
             elemento fondamentale per il miglioramento del benessere complessivo e della
             resilienza psicologica del personale dell’Arma.
                  nel 2003 era stata predisposta dalla Direzione di Sanità  del Comando
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             Generale un’analisi statistico descrittiva sui casi di suicidi del personale dell’Arma
             in servizio relativa al decennio precedente. Lo studio aveva rivelato che, nella
             maggior parte dei casi (78%), i motivi - ove noti - risultavano connessi a problemi
             individuali di natura sentimentale, familiare o di salute, non direttamente colle-
             gabili all’attività di servizio.
                  Inoltre, spesso tali problemi non venivano manifestati in alcun modo dalle
             vittime all’interno dell’ambiente di lavoro, rimanendo così invisibili ai colleghi e
             ai superiori. E ancora, si era registrato anche un ulteriore ambito signif cativo
             (17%)  legato  a  un’eccessiva  autocritica  del  proprio  comportamento.  Questo
             atteggiamento era verosimilmente connesso al carico di responsabilità derivante
             dalle elevate aspettative che la società riponeva nel ruolo del carabiniere. La pres-
             sione di dover rispondere a tali aspettative, unita al senso di responsabilità intrin-
             seco alla funzione svolta, contribuiva a creare un ambiente psicologico potenzial-
             mente opprimente per alcuni individui. In questo contesto, era stato ritenuto
             necessario sviluppare ulteriormente gli interventi già predisposti per af rontare
             questa delicata problematica. L’azione preventiva è stata vista come una compo-
             nente  essenziale  da  intensif care.  L’obiettivo  era,  dunque,  coinvolgere  i
             Comandanti a tutti i livelli in un’azione volta a rilevare tempestivamente even-
             tuali situazioni di disagio tra i militari e a ridurre, per quanto possibile, l’entità del
             fenomeno. Inoltre, presso il Centro nazionale di Selezione e Reclutamento, ope-
             rava già personale specializzato in psichiatria incaricato di verif care gli esiti del
             questionario clinico di personalità somministrato agli allievi Carabinieri ausiliari
             al  momento  del  loro  incorporamento  presso  gli  istituti  di  istruzione.  Questo
             screening iniziale rappresentava un primo passo fondamentale per identif care
             eventuali vulnerabilità psicologiche tra i nuovi reclutati.


             207 Determinazione n. 8/8-3-1993 di prot. ‘RR’ del Com Gen II Rep - SM - uf  operazioni, 2002.

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