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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Sul  piano  medico-assistenziale,  l’attivazione  del  Servizio  di  Psicologia
               Medica consentiva, da un lato, di svolgere mirate campagne informative rivolte a
               tutti i Comandanti, specie quelli ai livelli ordinativi minori, e dall’altro di fornire
               sostegno psicologico ai militari che ne avessero bisogno.
                    Per approfondire ulteriormente la conoscenza delle dinamiche del fenome-
               no,  era  stato  costituito  un  gruppo  di  studio  presieduto  dal  Vice  Comandante
               Generale, il quale si avvaleva anche del contributo di qualif cati consulenti esterni.
                    Questo gruppo era incaricato di individuare, attraverso l’analisi degli ele-
               menti raccolti in occasione degli eventi suicidari, i fattori di stress più ricorrenti e
               i possibili rimedi correlati. Si disponeva, pertanto, che al verif carsi di ogni tentato
               o  avvenuto  suicidio  venisse  tempestivamente  attivato  il  Servizio  di  Psicologia
               Medica, il quale, sulla base degli specif ci dati di situazione, doveva comporre il
               prof lo psicologico della vittima. Queste informazioni, in aggiunta ai questionari
               dell’osservatorio Permanente Atti Suicidari (oPAS), sarebbero state comunica-
               te al Direttore di Sanità del Comando Generale per sviluppare l’ulteriore fase di
               studio nell’ambito del costituito gruppo di lavoro.
                    L’analisi dei dati raccolti avrebbe permesso di individuare una serie di fatto-
               ri di rischio specif ci e di proporre interventi mirati.
                    Ad esempio, si era osservato che il carico emotivo e lo stress operativo erano
               spesso aggravati da una percezione di isolamento e mancanza di supporto. Per
               af rontare queste problematiche, erano stati promossi programmi di formazione
               per migliorare le competenze relazionali e di gestione dello stress tra i comandanti
               e il personale. un altro aspetto emerso riguardava l’importanza di un supporto
               psicologico continuo, non solo in situazioni di emergenza. Pertanto, sono stati
               istituiti servizi di consulenza e supporto psicologico accessibili a tutti i militari,
               con l’obiettivo di of rire un aiuto concreto nella gestione delle dif  coltà personali
               e professionali.
                    Questo approccio sistematico e coordinato rif etteva un impegno serio e
               continuo dell’Arma dei Carabinieri nel fronteggiare il fenomeno suicidario tra i
               propri ranghi. La combinazione di interventi preventivi, supporto psicologico, e
               analisi approfondite rappresentava una strategia integrata volta a salvaguardare il
               benessere mentale del personale, riducendo al contempo l’incidenza dei suicidi.
                    nell’ottobre del 2005, la Direzione di Sanità dell’Arma dei Carabinieri isti-
               tuì un ulteriore Gruppo di studio con il compito specif co di analizzare il feno-
               meno dei suicidi tra i militari in servizio. Questo gruppo, dopo un’attenta e det-
               tagliata indagine, elaborò una serie di raccomandazioni mirate a sviluppare attivi-
               tà preventive per contrastare il drammatico problema.



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