Page 240 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Se  in  una  società  relativamente  statica  e  moderatamente  dinamica,  come
             l’Italia degli anni Cinquanta, tale strategia poteva apparire ef  cace, nel contesto
             contemporaneo,  caratterizzato  da  valori  “liquidi”  e  dinamiche  evolutive  rapide,
             essa ha mostrato i suoi limiti.
                  un  approccio  tanto  categorico,  sebbene  possa  aver  prevenuto  alcune
             disfunzioni psichiche in passato, non ha favorito lo sviluppo di una visione criti-
             ca e graduale delle dif  coltà psicologiche che i militari possono af rontare oggi.
                  Questa  considerazione  nei  confronti  del  disagio  psicologico  si  rif etteva
             nella cosiddetta cultura organizzativa dell’Arma, radicata in assunti fondamentali
             che guidavano l’intera istituzione.
                  La limitata familiarità con le moderne dinamiche psicologiche aveva proba-
             bilmente contribuito a generare un atteggiamento di esitazione e timore verso
             coloro che manifestavano momenti di disagio o dif  coltà psicologiche. La rispo-
             sta istituzionale a tali situazioni risultava spesso rigida e diretta, con il militare in
             dif  coltà inviato tout court a visite di controllo.
                  Sebbene questa reazione avesse un fondamento giustif cato e fosse talvolta
             corroborata da episodi di malessere psicologico con tragiche conseguenze, come
             il caso del 2 marzo 2018  che scosse non solo l’Arma ma anche l’opinione pub-
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             blica nazionale, essa non af rontava il problema alla radice, ma sembrava piutto-
             sto rimandarlo o trasporlo su altri presupposti.
                  nell’ambito  della  cultura  organizzativa  dell’Arma,  vi  era  una  tensione
             costante tra la necessità di mantenere un alto standard di operatività e il ricono-
             scimento del bisogno di supporto psicologico per i militari. Questa tensione si
             manifestava in una sorta di dualismo: da un lato, l’Istituzione richiedeva una
             maggiore adesione ai protocolli operativi e alle regole, dall’altro, emergeva la cre-
             scente consapevolezza che il benessere psicologico dei militari fosse fondamentale
             per il loro rendimento e per la loro vita personale.
                  Il percorso per integrare un approccio psicologico più moderno e umanisti-
             co all’interno dell’Arma fu lungo e complesso. Le “resistenze” culturali e organiz-
             zative rappresentarono ostacoli signif cativi, ma vi fu una crescente comprensio-
             ne dell’importanza di af rontare il disagio psicologico in modo proattivo e pre-
             ventivo.
                  L’istituzione di servizi di supporto psicologico e la formazione continua del
             personale su tematiche relative alla salute mentale furono passi importanti verso
             un’Arma più attenta al benessere dei suoi membri.


             201 https://www.rainews.it/archivio-rainews/articoli/carabiniere-suicida-morte-f glie-cisterna-
                 187e636e-04d3-40ea-b963-55eb45467b6b.html

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