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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
un’altra dif coltà risiedeva nell’acquisizione dei risultati delle prove psico-
attitudinali e delle valutazioni psicologico-psichiatriche. Questa mancanza di un
sistema integrato per la raccolta e l’analisi dei dati rappresentava un ostacolo
signif cativo per il coinvolgimento dell’Arma nell’osservatorio.
La situazione cambiò con la nuova circolare dello SME, che autorizzava il
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri a completare la componente sani-
taria con l’inserimento di uno psichiatra qualif cato. Questa misura avrebbe non
solo migliorato la selezione psichiatrica degli allievi sottuf ciali, ma avrebbe
anche consentito una partecipazione più attiva dell’Arma all’osservatorio sui
suicidi. La Direzione di Sanità si impegnò subito a trovare uno psichiatra adatto
per l’iniziale costituzione dell’equipe psicologico-psichiatrica, avviando contatti
con il nuovo Capo del Corpo di Sanità dell’Esercito.
Alla stessa stregua, gli uf ci competenti del Comando Generale in coordi-
nazione per l’attuazione pratica - Centro di Psicologia Applicata, uf ci di
ordinamento, Legislazione, Addestramento, PSAC, operazioni, Personale
uf ciali e Segreteria per la Sicurezza - espresso parere favorevole alle proposte
avanzate, mentre l’uf cio operazioni suggerì di includere anche l’uf cio Sala
operativa nella coordinazione poiché era necessario richiedere alla Sala operativa
del Comando Generale di fornire i dati relativi ai suicidi o tentati suicidi dal 1°
ottobre 1991. Il Direttore del CPA enfatizzò l’importanza di delegare allo psi-
chiatra la lettura del test MMPI prima della trasmissione dei risultati agli uf ciali
Selettori, assicurando così una valutazione più accurata dei casi ritenuti critici.
La ricerca di uno psichiatra adeguato si rivelò complessa. Il Maggiore
Generale medico dell’Esercito, specialista in psicologia e psichiatria, aveva supe-
rato i 65 anni di età, il che limitava la possibilità di convenzionarlo secondo la
legge 304/86. Per questo motivo, si esplorò l’opzione di richiedere al medico spe-
cialista prestazioni di consulenza. Tuttavia, con il Direttore del CPA, prossimo
Comandante del CnSR, si approfondirono le problematiche relative alla divisio-
ne dei compiti tra il CPA e lo psichiatra, concordando che non fosse praticabile
ampliare le mansioni dello psichiatra senza un aumento dei costi. Inf ne, le circo-
lari necessarie sarebbero state inviate ai Comandi destinatari, completando così il
quadro organizzativo per l’implementazione delle nuove disposizioni.
nonostante le dif coltà iniziali, l’Arma dei Carabinieri si pose l’obiettivo di
migliorare il suo approccio alla selezione psichiatrica e di contribuire attivamente
all’osservatorio sui suicidi. Il percorso delineato nella riunione informale del 1989
e le azioni successive illustrate dimostrano un impegno costante nel superare gli
ostacoli e nell’implementare soluzioni ef caci, garantendo nel contempo il rispet-
to delle direttive ministeriali e una gestione ottimale delle risorse disponibili.
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