Page 228 - Rassegna 2024-4 supplemento
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In questo contesto, il CePAF si è dedicato con impegno alla promozione di
un’alfabetizzazione psicologica tra il personale in addestramento, f nalizzata allo
sviluppo di una cultura psicologica positiva. Questo processo di alfabetizzazione
psicologica si era ipotizzato che si articolasse su due direttrici principali. La prima
mirava ad arricchire il sapere tecnico-professionale dei militari con elementi di psi-
cologia, potenziando così le loro capacità di intervento operativo e facendo
apprezzare, anche indirettamente, le potenzialità of erte dalla disciplina psicolo-
gica. Questo approccio puntava a rendere i militari più consapevoli del proprio
benessere. La seconda direttrice riguardava lo sviluppo, in sede addestrativa, di
competenze psicologiche volte a gestire proattivamente le situazioni di stress che
i carabinieri possono incontrare.
Per realizzare questi obiettivi, era stato proposto uno studio di fattibilità,
sottoposto f no al Comando Generale, per l’introduzione, nei vari programmi di
istruzione annuali, di trenta periodi di insegnamento a carattere psicologico.
Questi periodi di formazione, come si è detto, erano f nalizzati ad accrescere il
benessere psicologico del personale e a sviluppare le competenze necessarie per
af rontare le potenziali situazioni di stress in modo proattivo. Il principio teorico
alla base di questo studio di fattibilità era fondato sul presupposto che la preven-
zione di fenomeni stressogeni, attraverso l’acquisizione di strumenti psicologici
adeguati, fosse di gran lunga più ef cace rispetto alla cura degli ef etti negativi
dello stress sulla persona. I trenta periodi di insegnamento a carattere psicologico
sono stati recuperati rivisitando alcune materie didattiche e raggruppati in un
unico corpus dottrinario denominato elementi di analisi psicologica dei processi
interattivi. L’idea di accorpare l’insegnamento psicologico in una singola materia
aveva un duplice scopo. Da un lato, mirava a potenziare la gestione etico-profes-
sionale delle relazioni non solo tra militari, ma anche con i cittadini, migliorando
così l’ef cacia del servizio istituzionale. Questo insegnamento era orientato all’ac-
quisizione di competenze relazionali utili sia sul fronte interno che su quello ester-
no. Dall’altro lato, mirava a sviluppare in sede addestrativa competenze psicolo-
giche che permettessero ai militari di af rontare proattivamente le potenziali
situazioni di stress.
Il CePAF aveva intrapreso un impegno signif cativo nel promuovere un’alfa-
betizzazione psicologica del personale in addestramento, puntando anche a svilup-
pare una cultura psicologica positiva all’interno dell’Arma dei Carabinieri.
L’insegnamento psicologico doveva completare le attività previste dai programmi
didattici di ogni corso addestrativo, concentrandosi sull’analisi degli aspetti compor-
tamentali da adottare in situazioni specif che attraverso la sperimentazione diretta.
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