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                  In questo contesto, il CePAF si è dedicato con impegno alla promozione di
             un’alfabetizzazione psicologica tra il personale in addestramento, f nalizzata allo
             sviluppo di una cultura psicologica positiva. Questo processo di alfabetizzazione
             psicologica si era ipotizzato che si articolasse su due direttrici principali. La prima
             mirava ad arricchire il sapere tecnico-professionale dei militari con elementi di psi-
             cologia,  potenziando  così  le  loro  capacità  di  intervento  operativo  e  facendo
             apprezzare, anche indirettamente, le potenzialità of erte dalla disciplina psicolo-
             gica. Questo approccio puntava a rendere i militari più consapevoli del proprio
             benessere. La seconda direttrice riguardava lo sviluppo, in sede addestrativa, di
             competenze psicologiche volte a gestire proattivamente le situazioni di stress che
             i carabinieri possono incontrare.
                  Per realizzare questi obiettivi, era stato proposto uno studio di fattibilità,
             sottoposto f no al Comando Generale, per l’introduzione, nei vari programmi di
             istruzione  annuali,  di  trenta  periodi  di  insegnamento  a  carattere  psicologico.
             Questi periodi di formazione, come si è detto, erano f nalizzati ad accrescere il
             benessere psicologico del personale e a sviluppare le competenze necessarie per
             af rontare le potenziali situazioni di stress in modo proattivo. Il principio teorico
             alla base di questo studio di fattibilità era fondato sul presupposto che la preven-
             zione di fenomeni stressogeni, attraverso l’acquisizione di strumenti psicologici
             adeguati, fosse di gran lunga più ef  cace rispetto alla cura degli ef etti negativi
             dello stress sulla persona. I trenta periodi di insegnamento a carattere psicologico
             sono stati recuperati rivisitando alcune materie didattiche e raggruppati in un
             unico corpus dottrinario denominato elementi di analisi psicologica dei processi
             interattivi. L’idea di accorpare l’insegnamento psicologico in una singola materia
             aveva un duplice scopo. Da un lato, mirava a potenziare la gestione etico-profes-
             sionale delle relazioni non solo tra militari, ma anche con i cittadini, migliorando
             così l’ef  cacia del servizio istituzionale. Questo insegnamento era orientato all’ac-
             quisizione di competenze relazionali utili sia sul fronte interno che su quello ester-
             no. Dall’altro lato, mirava a sviluppare in sede addestrativa competenze psicolo-
             giche  che  permettessero  ai  militari  di  af rontare  proattivamente  le  potenziali
             situazioni di stress.
                  Il CePAF aveva intrapreso un impegno signif cativo nel promuovere un’alfa-
             betizzazione psicologica del personale in addestramento, puntando anche a svilup-
             pare  una  cultura  psicologica  positiva  all’interno  dell’Arma  dei  Carabinieri.
             L’insegnamento psicologico doveva completare le attività previste dai programmi
             didattici di ogni corso addestrativo, concentrandosi sull’analisi degli aspetti compor-
             tamentali da adottare in situazioni specif che attraverso la sperimentazione diretta.



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