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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               della motivazione iniziale e dallo sviluppo di aspetti più realistici indotti dall’adat-
               tamento al contesto militare.
                    I colloqui erano volti a promuovere e sostenere le motivazioni intrinseche
               degli allievi in addestramento atteso il radicale cambiamento in cui erano stati
               coinvolti. Spesso sottoposti alle consuete pressioni della vita militare, attraverso il
               colloquio motivazionale, gli allievi venivano supportati nel loro processo di adat-
               tamento, nella gestione dello stress operativo e nel recupero di situazioni adde-
               strative ritenute dif  coltose.
                    Inoltre, gli uf  ciali psicologi lo utilizzavano anche per esplorare eventuali
               preoccupazioni e i dubbi degli allievi, aiutandoli a identif care le proprie risorse
               interne e a sviluppare strategie per af rontare le dif  coltà. In questo contesto, gli
               uf  ciali psicologi del CePAF si trovavano a dover af rontare sf de complesse per
               supportare  gli  allievi  nella  loro  crescita  personale  e  professionale,  cercando  di
               favorire l’integrazione e il senso di appartenenza al gruppo, elementi fondamen-
               tali per il successo del percorso addestrativo e per la futura carriera dei carabinie-
               ri.
                    L’addestramento  militare,  è  bene  rammentare,  è  caratterizzato  non  solo
               dalla trasmissione di conoscenze ma anche dalla formazione integrale della perso-
               na e si svolge nell’ambito di un’esperienza totalizzante che coinvolge l’individuo
               24 ore al giorno. Questo aspetto, se da un lato è necessario alle esigenze formative
               dell’istituzione, dall’altro può determinare nell’individuo una sensazione iniziale
               di assorbimento spersonalizzante nella nuova realtà. Inoltre, con l’arruolamento,
               i giovani si trovavano improvvisamente privati delle risorse interpersonali e mate-
               riali precedentemente utilizzate per fronteggiare situazioni di dif  coltà o disagio.
                    Infatti, i giovani potevano vivere l’esperienza dell’arruolamento con sensa-
               zioni di sradicamento dal loro abituale contesto di appartenenza, oppure, attesa
               la loro giovane età, presentare un’identità personale ancora in via di completa
               def nizione. Improvvisamente, si trovavano nella condizione di dover velocemen-
               te integrare nella propria identità gli aspetti derivanti dalla recente acquisizione
               dello  status  di  militare  in  un  ruolo  professionale  caratterizzato  da  rilevante
               responsabilità sociale. non meno signif cativo era il fatto che potevano percepire
               la Scuola Allievi Carabinieri e il mondo militare in generale come contesti gover-
               nati da regole incomprensibili e incongrue rispetto a quelle della vita civile appe-
               na lasciata.
                    In  un’ottica  più  generale,  se  si  considera  l’evoluzione  del  contesto  più
               ampio, si osservava come la società contemporanea fosse caratterizzata da valori
               dai contorni meno def niti rispetto a quelli di un passato recente.



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