Page 222 - Rassegna 2024-4 supplemento
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SuPPLEMEnTo 2024




                  Il risultato auspicato era la formazione di professionisti non solo tecnica-
             mente preparati ma anche umanamente capaci di af rontare le sf de del servizio
             con empatia e collaborazione.

             Legione Allievi Carabinieri
                  nelle Scuole Allievi dei Carabinieri, le attività formative svolte dal CePAF
             dovevano necessariamente rispettare alcuni vincoli.
                  uno di questi era rappresentato dall’elevato numero di carabinieri in adde-
             stramento, rispetto alle risorse professionali disponibili. un altro vincolo signif -
             cativo era il tempo limitato che si riusciva a ritagliare dai programmi didattici per
             svolgere le attività formative del Centro, diversamente da quanto avveniva per gli
             allievi uf  ciali o marescialli, che disponevano di periodi di formazione per attività
             extra didattiche più estesi.
                  Considerati questi vincoli, gli uf  ciali psicologi del CePAF concentravano
             i loro sforzi su tre obiettivi principali. Il primo obiettivo era farsi conoscere, ovve-
             ro condividere tempo e spazio con gli allievi per dare un volto a quei professioni-
             sti a cui avrebbero potuto rivolgersi in caso di necessità. Il secondo obiettivo, di
             natura formativa, era stimolare il gruppo plotone a fare squadra, potenziando le
             risorse di adattamento di ciascuno alla vita militare attraverso il supporto del
             gruppo. Per questo, venivano dedicate intere giornate addestrative ad attività di
             team building, per sperimentare concretamente il valore del gruppo. Inf ne, si
             organizzavano gruppi di discussione “Focus group”, per parlare e condividere
             temi ritenuti rilevanti dal plotone, of rendo uno spazio di rif essione sulle dina-
             miche interne del gruppo stesso. I gruppi di discussione, rivolti al singolo plotone
             era uno strumento per accrescere l’amalgama del gruppo e per esplorare e com-
             prendere le percezioni, le opinioni e i comportamenti degli allievi nel corso del
             loro processo di adattamento al contesto militare delle Scuole. In questo caso, il
             ruolo dell’uf  ciale psicologo era decisivo per creare un’atmosfera confortevole
             che facilitasse la discussione su un tema d’interesse e per stimolare il confronto di
             opinioni, sensazioni ed esperienze diverse. un aspetto importante era quello di
             promuovere aspetti d’inclusione del plotone e garantire che ogni partecipante
             avesse la possibilità di esprimere il proprio punto di vista.
                  oltre alle attività formative previste dal programma addestrativo, venivano
             ef ettuati colloqui motivazionali su indicazione dei comandanti di compagnia o
             su richiesta degli interessati. Durante l’anno accademico, si osservava una pro-
             gressiva modif cazione della struttura motivazionale degli allievi, una specie di
             processo di disillusione caratterizzato dal superamento degli aspetti più idealizzati



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