Page 220 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  L’analisi approfondita di queste dinamiche, ef ettuata attraverso la raccolta
             sistematica dei report dei colloqui con gli allievi che percepivano questo senso di
             esclusione, aveva rivelato che la mancata integrazione non era un fenomeno iso-
             lato, ma piuttosto una conseguenza di una serie di fattori interconnessi. Tra gli
             altri, uno di questi che giocava un ruolo critico, per esempio, era la percezione
             della rigidità dei modelli formativi tradizionali, che spesso non tenevano conto
             delle necessità emotive e psicologiche degli allievi.
                  Questi modelli, centrati sulla rilevazione delle manchevolezze del singolo,
             tendevano a ignorare l’importanza della coesione del gruppo e della comunicazio-
             ne  aperta  tra  i  membri  della  squadra.  In  particolare,  il  metodo  tradizionale  di
             addestramento, caratterizzato dalla sensazione di un approccio disciplinare rigido
             e  dall’enfasi  sull’esecuzione  degli  ordini  senza  spazio  per  il  pensiero  critico  o
             l’espressione del proprio stato d’animo, contribuiva a creare un ambiente in cui gli
             allievi si sentivano spesso isolati e non supportati. La mancanza di integrazione e
             il conseguente sentimento di esclusione erano spesso acuiti da una comunicazione
             inef  cace e dalla scarsa promozione di attività collaborative che avrebbero potuto
             facilitare la formazione di legami interpersonali e di un forte spirito di squadra.
                  Diversamente, come ci si era proposti di sperimentare, gli allievi che avevano
             avuto  la  possibilità  di  ricevere  una  formazione  iniziale  di  carattere  interattivo,
             dimostravano un miglioramento signif cativo nella loro capacità di collaborare e
             di sostenersi a vicenda. Questo, a sua volta, aveva avuto un impatto diretto sulla
             loro performance complessiva e sul loro benessere psicologico. Essi avevano sin da
             subito sviluppato un senso di appartenenza e di solidarietà che era fondamentale
             per il loro successo non solo durante il periodo di addestramento, ma anche per
             quello che, in una prospettiva futura, sarebbe stato lo sviluppo della carriera come
             membri dell’Arma dei Carabinieri.
                  La formazione esperienziale, dunque, non solo avrebbe facilitato l’integra-
             zione degli allievi nelle squadre e nei plotoni, ma avrebbe anche contribuito a
             creare un ambiente di apprendimento più positivo e inclusivo. ossia, avrebbe
             concorso a integrare nella cultura organizzativa quegli aspetti preventivi e protet-
             tivi inerenti il benessere del personale. Questo approccio aveva dimostrato, inol-
             tre, l’importanza di considerare gli aspetti emotivi e psicologici dell’addestramen-
             to, riconoscendo che la crescita personale e professionale degli allievi era stretta-
             mente legata alla qualità delle loro interazioni sociali e al sostegno reciproco all’in-
             terno del gruppo.
                  Promuovere  il  principio  di  solidarietà  e  di  mutuo  sostegno,  quindi,  era
             importante tanto durante la fase addestrativa quanto nelle future attività opera-
             tive dei futuri marescialli.

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