Page 162 - Rassegna 2024-4 supplemento
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sperimentare nuove prove e metodologie di valutazione psico-attitudinali che, in
caso di riscontri positivi, sarebbero state adottate per le selezioni future.
Gli uf ciali Periti Selettori e gli uf ciali Psicologi dell’uf cio Psicologia
Applicata erano le f gure professionali preposte allo svolgimento di questo pro-
gramma di sperimentazione. La sinergia tra queste due professionalità garantiva
un approccio bilanciato: da un lato, l’apporto del sapere accademico e dell’ag-
giornamento in materia di comportamento umano fornito dall’uf ciale
Psicologo, e dall’altro, l’alto livello di conoscenza pratica della cultura interna
dell’Arma dei Carabinieri incarnato nella f gura dell’uf ciale Perito Selettore.
Incorporando un approccio interdisciplinare già collaudato, questo metodo rap-
presenta un ulteriore passo avanti signif cativo nella selezione dei futuri uf ciali,
consolidando ulteriormente l’ef cacia del processo. La combinazione di compe-
tenze accademiche e pratiche, supportata da una verif ca rigorosa e articolata delle
capacità psico-attitudinali, permetteva di individuare candidati che non solo
erano qualif cati dal punto di vista tecnico e f sico, ma che erano in possesso
anche di qualità personali necessarie per assumere ruoli di leadership e responsa-
bilità all’interno dell’Arma dei Carabinieri.
Lo strumento principale utilizzato nella ricerca, ef ettuata presso
l’Accademia, è stato quello dell’osservazione sul campo degli allievi, condotta
seguendo i principi della scienza psicometrica, caratterizzata dai necessari requi-
siti di validità e attendibilità richiesti dalla metodologia. Questa osservazione era
articolata su tre distinte direttrici. La prima direttrice era def nita dall’osservazio-
ne “non partecipante”, che, con il supporto di specif che “griglie”, predisposte
all’uopo, consentiva di osservare l’attività quotidiana di addestramento e istruzio-
ne dei tirocinanti. Questa attività consisteva nell’osservazione degli aspiranti allie-
vi uf ciali durante tutte le attività addestrative e non dell’Accademia, come l’edu-
cazione f sica, il lancio dalla torre, la pratica di tiro, l’addestramento al combatti-
mento, l’addestramento formale, l’alzabandiera e la vita di reparto, con l’eccezio-
ne delle lezioni universitarie. Attraverso questa metodologia, si potevano ottene-
re informazioni dettagliate sugli elementi di criticità sia riferiti alla vita accademi-
ca sia al singolo aspirante. Questa fase di osservazione rivelava un quadro puntua-
le del comportamento degli allievi, sia nella sua forma più genuina e spontanea,
sia nelle risposte adottate alle pressioni del contesto militare dell’Accademia.
Questo permetteva di individuare con precisione i loro punti di forza e le aree di
miglioramento lungo il percorso formativo.
La seconda direttrice era l’“osservazione partecipante”, che implicava un’in-
terazione diretta tra osservatore e osservato, suddivisa in tre attività fondamentali.
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