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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Le procedure di valutazione e le prove adottate nella sperimentazione non
               avevano trovato spazio nella selezione attitudinale svolta presso il CnSR, sia per-
               ché erano ancora in fase sperimentale e non suf ragate da validazioni psicometri-
               che  di  riferimento,  sia  perché  sarebbero  potuto  essere  oggetto  di  contenzioso
               legale in quanto non ancora previste nel bando di concorso, sia, inf ne, perché
               alcune erano concepite specif camente per un contesto logistico pratico come
               quello dell’Accademia.
                    L’iter  sperimentale,  autorizzato  dal  Comando  Generale,  poteva  essere
               immaginato come una serie di “f ltri” successivi f nalizzati a prevedere le probabi-
               lità di successo di un aspirante nelle attività specif che di un contesto di riferimen-
               to. Il grado di attendibilità della valutazione e l’ef  cacia del “f ltro” erano propor-
               zionali al grado di similitudine della prova rispetto all’attività futura prevista.
               Quindi, maggiore era la prossimità di una prova di selezione con l’attività futura
               che  l’aspirante  avrebbe  dovuto  svolgere,  tanto  più  la  valutazione  attitudinale
               poteva essere considerata accurata e predittiva.
                    La modalità di selezione psico-attitudinale, ef ettuata all’interno del Centro
               nazionale di Selezione e Reclutamento, presentava solo una parziale similitudine
               con le ef ettive condizioni di vita dell’Accademia. Ad esempio, la prova di “lancio
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               dalla torre”  era un confronto in cui molti aspiranti incontravano serie dif  coltà
               e poteva essere una causa di esclusione dal tirocinio.
                    Tuttavia, non era possibile prevedere con precisione la riuscita del concor-
               rente in questa prova attraverso simulazioni analoghe ef ettuate durante la sele-
               zione psico-attitudinale. Anche il “battesimo del fuoco” durante l’addestramen-
               to iniziale al tiro con la pistola rappresentava una sf da che andava oltre ogni pre-
               parazione teorica. Solo l’esperienza pratica sul campo poteva rivelare le vere dif  -
               coltà e le emozioni intense legate a questa prova. L’af rontare la realtà del tiro per
               la prima volta of riva un’opportunità unica per confrontarsi con l’imprevedibili-
               tà e le proprie reazioni, elementi che nessuna lezione poteva completamente anti-
               cipare.
                    Il programma sperimentale autorizzato dal Comando Generale aveva, dun-
               que, un triplice obiettivo: valutare l’ef  cacia predittiva delle procedure adottate
               presso  il  CnSR  per  la  selezione  degli  aspiranti  allievi  uf  ciali  dell’Accademia
               Militare di Modena, analizzare l’ef  cacia e l’adeguatezza dell’iter del tirocinio,


               185 Il lancio dalla torre è una prova di coraggio in cui ci si getta da una torre alta circa cinque o sei metri,
                   atterrando su un telo tondo sostenuto dagli altri allievi. Durante il lancio, è fondamentale eseguire
                   manovre specif che per garantire la propria sicurezza. Questo esercizio testa profondamente l’au-
                   tocontrollo, poiché il salto da quell’altezza insolita, a freddo, provoca emozioni intense. Anche se
                   tecnicamente breve, per chi lo af ronta per la prima volta è una vera sf da di coraggio.

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