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Inf ne la commissione attitudinale ef ettua un colloquio collegiale con
l’aspirante. La commissione, composta da tre uf ciali, di cui il presidente, un
uf ciale psicologo e un perito selettore, diversi da quelli che hanno operato in
precedenza, dopo aver esaminato il protocollo di selezione, le ipotesi di lavoro
ef ettuate dal primo uf ciale psicologo e le considerazioni espresse dal primo
perito selettore, ef ettua le proprie valutazioni e, alla f ne, esprime il relativo giu-
dizio sull’aspirante.
La ratio dell’organizzazione di questa procedura è quella di raccogliere dati
e informazioni sul candidato, f nalizzati alla valutazione dei requisiti attitudinali
previsti dal prof lo attitudinale di riferimento, mediante l’osservazione of erta
secondo una prospettiva psicologica ed un approccio organizzativo. La prospet-
tiva psicologica si è estrinsecata, per un verso, dall’uso dei metodi psicometrici,
per l’altro verso, dalla disamina delle risultanze delle prove oggettive svolta
dall’uf ciale psicologo. Mentre l’ottica della cultura organizzativa, incentrata
sulla conoscenza dei contesti, dei compiti e delle mansioni connessi ai vari ruoli
in cui si articola il servizio del carabiniere, è rappresentata dalla f gura
dell’uf ciale perito selettore che è presente, in un primo momento, nella fase
relazionale, e, in un secondo momento, nella valutazione collegiale.
L’evoluzione delle procedure di selezione per gli aspiranti uf ciali dell’Arma
dei Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena, rif ette una trasformazione
profonda inf uenzata da cambiamenti normativi e sviluppi nella psicologia applica-
ta. L’analisi dei bandi di concorso, in particolar modo quelli pubblicati nel periodo
che va dal 1982 al 2023, mostra un quadro dinamico in cui la concezione della sele-
zione attitudinale ha progressivamente abbracciato una valutazione sempre più par-
ticolareggiata delle capacità e delle qualità personali dei candidati. Tali evoluzioni
rif ettono un cambiamento nella f losof a di selezione, con un’attenzione sempre
maggiore non solo alle capacità f siche e intellettuali, ma anche alle qualità attitudi-
nali e caratterologiche necessarie per ricoprire al meglio il ruolo di uf ciali dell’Arma
dei Carabinieri. Questo percorso ha visto l’introduzione di innovazioni signif cati-
ve, pur mantenendo alcuni elementi costanti che ne hanno garantito la continuità.
negli anni ottanta, ad esempio, il processo di selezione per l’Arma dei
Carabinieri era relativamente stabile. un aspetto emblematico è rappresentato
dal bando di concorso per l’ammissione al primo del 164° corso dell’Accademia
Militare di Modena del 1982, che prevedeva 50 posti disponibili. Le prove di sele-
zione includevano una visita medica, un accertamento psicologico, un esame
scritto di cultura generale, un tirocinio pratico di 45 giorni, e un esame orale di
matematica.
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