Page 156 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Inf ne  la  commissione  attitudinale  ef ettua  un  colloquio  collegiale  con
             l’aspirante. La commissione, composta da tre uf  ciali, di cui il presidente, un
             uf  ciale psicologo e un perito selettore, diversi da quelli che hanno operato in
             precedenza, dopo aver esaminato il protocollo di selezione, le ipotesi di lavoro
             ef ettuate dal primo uf  ciale psicologo e le considerazioni espresse dal primo
             perito selettore, ef ettua le proprie valutazioni e, alla f ne, esprime il relativo giu-
             dizio sull’aspirante.
                  La ratio dell’organizzazione di questa procedura è quella di raccogliere dati
             e informazioni sul candidato, f nalizzati alla valutazione dei requisiti attitudinali
             previsti  dal  prof lo  attitudinale  di  riferimento,  mediante  l’osservazione  of erta
             secondo una prospettiva psicologica ed un approccio organizzativo. La prospet-
             tiva psicologica si è estrinsecata, per un verso, dall’uso dei metodi psicometrici,
             per  l’altro  verso,  dalla  disamina  delle  risultanze  delle  prove  oggettive  svolta
             dall’uf  ciale  psicologo.  Mentre  l’ottica  della  cultura  organizzativa,  incentrata
             sulla conoscenza dei contesti, dei compiti e delle mansioni connessi ai vari ruoli
             in  cui  si  articola  il  servizio  del  carabiniere,  è  rappresentata  dalla  f gura
             dell’uf  ciale perito selettore che è presente, in un primo momento, nella fase
             relazionale, e, in un secondo momento, nella valutazione collegiale.
                  L’evoluzione delle procedure di selezione per gli aspiranti uf  ciali dell’Arma
             dei Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena, rif ette una trasformazione
             profonda inf uenzata da cambiamenti normativi e sviluppi nella psicologia applica-
             ta. L’analisi dei bandi di concorso, in particolar modo quelli pubblicati nel periodo
             che va dal 1982 al 2023, mostra un quadro dinamico in cui la concezione della sele-
             zione attitudinale ha progressivamente abbracciato una valutazione sempre più par-
             ticolareggiata delle capacità e delle qualità personali dei candidati. Tali evoluzioni
             rif ettono un cambiamento nella f losof a di selezione, con un’attenzione sempre
             maggiore non solo alle capacità f siche e intellettuali, ma anche alle qualità attitudi-
             nali e caratterologiche necessarie per ricoprire al meglio il ruolo di uf  ciali dell’Arma
             dei Carabinieri. Questo percorso ha visto l’introduzione di innovazioni signif cati-
             ve, pur mantenendo alcuni elementi costanti che ne hanno garantito la continuità.
                  negli  anni  ottanta,  ad  esempio,  il  processo  di  selezione  per  l’Arma  dei
             Carabinieri era relativamente stabile. un aspetto emblematico è rappresentato
             dal bando di concorso per l’ammissione al primo del 164° corso dell’Accademia
             Militare di Modena del 1982, che prevedeva 50 posti disponibili. Le prove di sele-
             zione  includevano  una  visita  medica,  un  accertamento  psicologico,  un  esame
             scritto di cultura generale, un tirocinio pratico di 45 giorni, e un esame orale di
             matematica.



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