Page 154 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Questa semplif cazione strutturale aveva facilitato la def nizione del giudi-
             zio  psicoattitudinale  espresso  sia  dall’uf  ciale  perito  selettore  che  dalla
             Commissione  attitudinale.  Inoltre,  l’aggancio  delle  singole  aree  alle  correlate
             dimensioni del big Five aveva permesso di ottenere una maggiore coerenza con i
             risultati delle prove testologiche basate sullo stesso modello consentendo di otte-
             nere un eventuale riscontro empirico degli eventuali aspetti presi in considerazio-
             ne in sede di colloquio con il candidato.
                  La scelta del big Five, quindi, aveva comportato alcuni vantaggi. uno di
             questi, per esempio, era stato quello di aver conseguito una maggiore accuratezza
             nella valutazione psicoattitudinale: il modello big Five of riva una descrizione
             globale e, nello stesso tempo, più dettagliata della personalità dei candidati, per-
             mettendo di identif care con maggiore cura i candidati che erano in possesso dei
             requisiti richiesti nei diversi ruoli all’interno dell’Arma. Inoltre, aveva comporta-
             to una maggiore coerenza tra le diverse fasi della selezione: il modello teorico
             adottato sia nelle prove psicologiche che nella valutazione finale consentiva di
             garantire una maggiore concordanza nei risultati del processo di selezione nel
             momento in cui si delineava una certa convergenza tra i risultati delle prove
             testologiche e gli aspetti empirici rilevati in sede di colloquio.
                  non ultimo, era stata migliorata la partecipazione degli esiti della selezione in
             quanto si facilitava la comunicazione dei risultati della valutazione psicoattitudina-
             le ai candidati e alle altre f gure amministrative, e non, coinvolte nel processo di sele-
             zione, quali per esempio, quelle implicate nel processo dei ricorsi amministrativi.
                  Di conseguenza, con l’evoluzione dei tempi e della normativa di riferimen-
             to,  la  procedura  per  gli  accertamenti  attitudinali  adottata  dall’Arma  dei
             Carabinieri si è assestata su quattro fasi distinti che rappresentano altrettante
             fonti  di  informazioni  per  la  def nizione  del  giudizio  f nale  da  parte  della
             Commissione  per  gli  accertamenti  attitudinali.  Per  questo  motivo,  si  ha  un
             primo  momento  che  possiamo  def nire  “oggettivo”  in  cui  si  somministrano
             prove di massima (test cognitivi) e di tipica performance (test di personalità).
             Prove che forniscono risultati che possono essere comparati con i punteggi stan-
             dardizzati del campione più generale della popolazione attraverso la quale sono
             stati tarati e validati i test.
                  Al primo segue quello che possiamo def nire dell’analisi “documentale”,
             ovvero quello relativo alla disamina e alla valutazione delle risultanze testologiche
             ad opera di un uf  ciale psicologo .
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             180 uf  ciale Psicologo. È un uf  ciale dell’Arma, appartenente al Ruolo Tecnico specialità “psicologia”,
                 laureato in psicologia, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo ed
                 iscritto al relativo albo professionale. Le sue competenze e, conseguentemente, anche il suo possibile

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