Page 155 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
In questa fase, l’uf ciale psicologo, in linea con le più accreditate teorie psi-
codiagnostiche e in funzione del prof lo attitudinale di riferimento, commenta i
risultati dei test prodotti dall’aspirante e, per garantire la massima oggettività pos-
sibile, esprime in cieco delle ipotesi di lavoro sulle quali si dovrà indirizzare il
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lavoro di chi successivamente ef ettuerà il colloquio attitudinale con il candidato.
Il terzo tempo della procedura di selezione vede interessato il colloquio atti-
tudinale. Questa fase, che potremmo def nire di natura relazionale, è svolta
dall’uf ciale perito selettore che si interfaccia con l’aspirante al f ne di esplorar-
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ne le potenzialità e la motivazione che lo inducono ad arruolarsi. L’uf ciale, alla
f ne, tenendo in mente il relativo prof lo attitudinale, redige una scheda di sintesi
delle considerazioni che egli ha formulato sul conto del candidato.
impiego, discendono dalla legge di ordinamento della professione di psicologo (Legge 18 febbraio
1989, n. 56) che, all’articolo 1, stabilisce che la professione di psicologo comprende l’uso degli strumen-
ti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e
di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.
comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. Il suo ruolo nel-
l’ambito della selezione è soprattutto di indirizzo metodologico ed è f nalizzato a fornire qualif cati
orientamenti scientif ci nella scelta delle procedure da implementare nel processo selettivo. nello
specif co delle selezioni dell’Arma, viene interessato: per l’individuazione e nella scelta degli strumen-
ti psicodiagnostici; per la realizzazione delle prove di preselezione o di altri strumenti psicometrici;
per la redazione delle relazioni tecniche predisposte in occasione di contenzioso, al f ne di controde-
durre quanto asserito dalla parte nel ricorso; per l’interpretazione dei protocolli psicodiagnostici
redigendo, per ciascun aspirante, un’apposita relazione psicologica contenente elementi orientativi
sulla personalità dell’interessato ed ipotesi interpretative da verif care nel corso dell’intervista attitu-
dinale; per l’analisi dei processi lavorativi e la def nizione delle competenze necessarie al loro ef cien-
te disbrigo, da individuare al momento della selezione.
181 In gergo, vale a dire: senza avere un confronto con la persona che ha prodotto quei risultati nei
test somministrati.
182 uf ciale Perito Selettore Attitudinale. È un uf ciale che ha una vasta esperienza di comando di
uomini e una diretta esperienza operativa maturata in diversi reparti dell’Arma. La qualif ca di
“Perito Selettore Attitudinale”, conferita ai sensi del DPR n. 237 del 14 febbraio 1964, è conse-
guita al termine di un corso e del relativo esame valutativo f nale, tenuti dalla Direzione Generale
della Leva. In funzione della pluriennale esperienza operativa diretta matura nell’Istituzione,
l’uf ciale Perito Selettore è il professionista nella valutazione dell’aspirante Carabiniere anche
per tramite delle sue risonanze interiori alle aspettative ed alle motivazioni formulate dal candi-
dato. Egli, quindi, in virtù delle conoscenze acquisite, è portatore della cultura (l’insieme dei
valori e delle credenze), della vision (il modo di vedere, leggere e interpretare la realtà) e della mis-
sion (gli obiettivi, le mete, la missione da compiere) dell’Istituzione. Il perito selettore, in altre
parole, è il vero ‘testimonial’ dell’Istituzione e cioè colui che, basandosi sulla sua esperienza di
comandante di uomini e conoscendo l’Arma “dal di dentro”, è in grado di valutare le potenzia-
lità di rendimento e le possibilità di adattamento dei candidati allo specif co contesto lavorativo.
L’uf ciale Perito Selettore è per altro colui che, in un reparto a spiccata componente tecnica e
caratterizzato da una consistente presenza di uf ciali del Ruolo Tecnico, consente di mantenere
un forte e signif cativo aggancio con l’Arma reale, esorcizzando il pericolo di un progressivo
allontanamento culturale dal resto dell’Istituzione foriero di risultati, magari perfetti sul piano
metodologico ma privi di qualsiasi validità concreta.
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