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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




               seconda era la “Conferenza stampa”, che simulava una situazione di comunica-
               zione pubblica dove i candidati dovevano rispondere a domande in modo chiaro
               e preciso.
                    Inf ne, per completezza di informazioni, venivano acquisite le valutazioni
               espresse dal Comandante di Compagnia e dai Comandanti di Plotone, che erano
               particolarmente rilevanti perché fornivano una prospettiva interna e dettagliata
               sulla performance degli allievi durante il tirocinio. Queste valutazioni consenti-
               vano di ottenere parametri e riferimenti normativi dell’Accademia per quanto
               riguarda  la  valutazione  degli  allievi,  fornendo  un  quadro  completo  dei  criteri
               ef ettivi utilizzati dalla gerarchia per esprimere un giudizio su ciascun candidato.
                    L’Ispettorato delle Scuole dell’Esercito aveva predisposto una direttiva per
               la valutazione dell’attitudine militare, destinata a tutti gli istituti di formazione
               dipendenti. Tale direttiva aveva lo scopo di fornire i criteri, le competenze, gli
               strumenti e le modalità per la misurazione e la valutazione dell’attitudine militare
               degli allievi dell’Accademia e delle altre Scuole militari. La valutazione dell’attitu-
               dine militare scaturiva, perciò, dalla misurazione obiettiva di indicatori compor-
               tamentali, motivazioni e attitudinali che ciascun allievo evidenziava. La valuta-
               zione dell’attitudine militare era prerogativa di competenza della scala gerarchica
               dell’Allievo, costituita, in ordine discendente, dal Comandante dell’Accademia,
               dal  Comandante  del  Reggimento  Allievi,  dal  Comandante  del  Battaglione
               Allievi, dal Comandante di Compagnia e, inf ne, dal Comandante di Plotone. La
               valutazione  veniva  ef ettuata  su  alcuni  indicatori  comportamentali  oggetto  di
               misurazione, riconducibili al rendimento espresso nelle aree formative, quali, ad
               esempio, quelle di carattere culturale, tecnico-professionale, o inerenti alle istru-
               zioni pratiche e alle attività ginnico-sportive. un’altra fonte di elementi concer-
               nenti la valutazione attitudinale era costituita dalle disposizioni comportamenta-
               li, declinate nelle loro componenti più elementari come l’espressione dello stile
               militare manifesto, la correttezza formale e la disinvoltura nei modi militari, così
               come la comunicazione verbale e l’accettazione delle osservazioni o delle critiche.
               non ultime erano le considerazioni sull’interiorizzazione delle regole e dei codici
               comportamentali della disciplina operante nell’Accademia Militare.
                    L’osservazione diretta dei tirocinanti, da parte dei Comandanti di plotone,
               sempre ai f ni della valutazione delle loro performance, veniva supportata e inte-
               grata da una serie di strumenti di rilevazione eterogenei per la misurazione degli
               indicatori pref ssati dalla scala gerarchica. uno di questi strumenti era la cosiddet-
               ta “Scheda del rendimento da rilevare durante il tirocinio iniziale dell’aspirante
               allievo”, associata a tabelle relative ai parametri di valutazione.



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