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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Inoltre, i valutatori, identif cati nei due Tenenti dei Carabinieri comandan-
               ti dei Plotoni dei tirocinanti, hanno ricevuto una formazione specif ca per l’uso
               corretto dello strumento, dato che, per direttiva istituzionale, i Comandanti di
               Plotone sono direttamente responsabili del monitoraggio dei comportamenti e
               delle attitudini degli allievi.
                    Le valutazioni registrate sulla scheda per ciascun Aspirante Allievo uf  ciale
               sono state successivamente discusse singolarmente, per risolvere eventuali dubbi
               e condividere i criteri adottati da ciascun valutatore, al f ne di chiarire e precisare
               ulteriori elementi se necessario. Per minimizzare l’ef etto dello stile individuale di
               ciascun valutatore, le valutazioni sono state poi sottoposte a un processo di pon-
               derazione e standardizzazione, basato sulle medie riferite a ciascun Comandante
               di Plotone. Questo ha permesso di uniformare i giudizi in un’unica “graduato-
               ria” utilizzando parametri comparativi matematici.
                    Gli uf  ciali psicologi e i periti selettori, inoltre, come si è già detto, erano
               impegnati  ad  osservare  le  performance  dei  cadetti  durante  l’addestramento.
               Grazie a questa osservazione sistematica, è stato possibile raccogliere dettagliate
               informazioni sulle condizioni di vita in Accademia. Questo metodo ha permesso
               di evidenziare e stimare le dif  coltà concrete che i tirocinanti incontravano, com-
               prendere la reale organizzazione e scansione temporale delle attività addestrative
               e identif care le condizioni potenzialmente stressanti o emotivamente impegnati-
               ve. È stato anche possibile valutare l’organizzazione e la disponibilità di spazi per-
               sonali, nonché le dinamiche di convivenza sia tra generi diversi che all’interno
               dello stesso genere.
                    Anche l’organizzazione del tempo, che comprendeva sia quello addestrativo
               che il cosiddetto tempo libero, è stato un elemento di osservazione e di analisi.
               L’osservazione sistematica delle attività e dei comportamenti degli aspiranti ha
               permesso, per la prima volta, di raccogliere “dal vivo” dettagliate informazioni e
               di evidenziare e stimare le dif  coltà concrete incontrate dai tirocinanti, compren-
               dere l’organizzazione e la scansione temporale delle attività addestrative e identi-
               f care le condizioni potenzialmente stressanti.
                    È stato possibile valutare anche l’organizzazione e la disponibilità di spazi
               personali, nonché le dinamiche di convivenza sia tra generi diversi sia all’interno
               dello stesso genere.
                    La metodologia dell’osservazione sul campo, dunque, ha fornito un quadro
               più appropriato delle diverse reazioni e modalità di adattamento degli aspiranti,
               permettendo di identif care le peculiarità di ciascun gruppo e di adattare le proce-
               dure di selezione e formazione alle specif che esigenze dei candidati.



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