Page 167 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Inoltre, i valutatori, identif cati nei due Tenenti dei Carabinieri comandan-
ti dei Plotoni dei tirocinanti, hanno ricevuto una formazione specif ca per l’uso
corretto dello strumento, dato che, per direttiva istituzionale, i Comandanti di
Plotone sono direttamente responsabili del monitoraggio dei comportamenti e
delle attitudini degli allievi.
Le valutazioni registrate sulla scheda per ciascun Aspirante Allievo uf ciale
sono state successivamente discusse singolarmente, per risolvere eventuali dubbi
e condividere i criteri adottati da ciascun valutatore, al f ne di chiarire e precisare
ulteriori elementi se necessario. Per minimizzare l’ef etto dello stile individuale di
ciascun valutatore, le valutazioni sono state poi sottoposte a un processo di pon-
derazione e standardizzazione, basato sulle medie riferite a ciascun Comandante
di Plotone. Questo ha permesso di uniformare i giudizi in un’unica “graduato-
ria” utilizzando parametri comparativi matematici.
Gli uf ciali psicologi e i periti selettori, inoltre, come si è già detto, erano
impegnati ad osservare le performance dei cadetti durante l’addestramento.
Grazie a questa osservazione sistematica, è stato possibile raccogliere dettagliate
informazioni sulle condizioni di vita in Accademia. Questo metodo ha permesso
di evidenziare e stimare le dif coltà concrete che i tirocinanti incontravano, com-
prendere la reale organizzazione e scansione temporale delle attività addestrative
e identif care le condizioni potenzialmente stressanti o emotivamente impegnati-
ve. È stato anche possibile valutare l’organizzazione e la disponibilità di spazi per-
sonali, nonché le dinamiche di convivenza sia tra generi diversi che all’interno
dello stesso genere.
Anche l’organizzazione del tempo, che comprendeva sia quello addestrativo
che il cosiddetto tempo libero, è stato un elemento di osservazione e di analisi.
L’osservazione sistematica delle attività e dei comportamenti degli aspiranti ha
permesso, per la prima volta, di raccogliere “dal vivo” dettagliate informazioni e
di evidenziare e stimare le dif coltà concrete incontrate dai tirocinanti, compren-
dere l’organizzazione e la scansione temporale delle attività addestrative e identi-
f care le condizioni potenzialmente stressanti.
È stato possibile valutare anche l’organizzazione e la disponibilità di spazi
personali, nonché le dinamiche di convivenza sia tra generi diversi sia all’interno
dello stesso genere.
La metodologia dell’osservazione sul campo, dunque, ha fornito un quadro
più appropriato delle diverse reazioni e modalità di adattamento degli aspiranti,
permettendo di identif care le peculiarità di ciascun gruppo e di adattare le proce-
dure di selezione e formazione alle specif che esigenze dei candidati.
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