Page 170 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  un altro aspetto rilevante emerso dall’analisi dei dati è stata l’importanza di
             promuovere un adeguato supporto psicologico e motivazionale per i tirocinanti.
             L’adattamento alla vita militare può essere estremamente impegnativo dal punto
             di vista emotivo, e la presenza di f gure di riferimento in grado di of rire sostegno
             e orientamento avrebbe consentito di fare la dif erenza nel successo del percorso
             formativo. In questo contesto, la formazione continua dei Comandanti e degli
             uf  ciali Selettori in ambito psicologico e motivazionale è stata ritenuta di fonda-
             mentale importanza, in quanto avrebbe consentito loro di riconoscere e af ronta-
             re tempestivamente eventuali situazioni di stress o dif  coltà da parte dei tiroci-
             nanti.  Inoltre,  è  stato  ritenuto  fondamentale  promuovere  un  ambiente  di
             apprendimento inclusivo e rispettoso, in cui ogni tirocinante si sarebbe sentito
             valorizzato e supportato nel suo percorso di crescita.
                  La possibilità di sviluppare e condividere una “metafora organizzativa” ispi-
             rata al principio che “nessuno viene lasciato indietro” assume un signif cato pro-
             fondo e di forte impatto emotivo. In un ambiente altamente competitivo come
             quello dell’Accademia, specialmente durante il periodo valutativo del Tirocinio,
             risulta particolarmente dif  cile coniugare una tradizione secolare racchiusa nel
             motto “una Acies” con l’aspirazione individuale di emergere e distinguersi pro-
             fessionalmente. Questo motto, che signif ca “una singola schiera”, rappresenta
             l’unità e la coesione di un gruppo che marcia insieme verso un obiettivo comune.
             Tuttavia,  in  un  contesto  dove  la  valutazione  e  la  competizione  sono  centrali,
             emerge il dilemma di come bilanciare la necessità di eccellere individualmente
             con quella di operare come parte di una forza unitaria. La tensione tra il desiderio
             di essere il migliore e l’appartenenza a un gruppo coeso potrebbe sembrare insor-
             montabile se non si introducesse un terzo elemento capace di armonizzare queste
             due dimensioni apparentemente inconciliabili. È qui che entra in gioco la meta-
             fora organizzativa. In questo contesto, essa diventa lo strumento che permette di
             integrare l’individualità con la collettività, of rendo una prospettiva che consente
             a  entrambi  gli  aspetti  di  coesistere  in  maniera  produttiva  e  signif cativa.
             All’interno dell’Arma dei Carabinieri, è comune utilizzare la metafora della fami-
             glia per descrivere la cultura organizzativa.
                  Questa metafora sottolinea l’importanza di un legame forte e supportivo tra
             i membri, suggerendo che ognuno deve sentirsi parte di un’unità più grande e
             coesa.
                  In funzione di questo presupposto, ci si era interrogati per comprendere
             quale poteva essere la metafora organizzativa più opportuna da adottare in quella
             circostanza?



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