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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Essa of riva una prospettiva che non solo rispettava la tradizione del motto
               “una  Acies”,  ma  la  arricchiva  e  la  rendeva  applicabile  anche  in  un  contesto
               moderno e competitivo, preparando i futuri comandanti a essere leader ef  caci,
               equi  e  collaborativi.  Questo  approccio  non  solo  avrebbe  favorito  il  benessere
               individuale,  ma  avrebbe  contribuito  anche  in  modo  signif cativo  a  creare  un
               clima di coesione e collaborazione all’interno dell’Accademia, essenziale per il
               successo delle future missioni operative.
                    La sperimentazione di nuovi test, destinati a essere introdotti nelle selezio-
               ni future degli aspiranti uf  ciali dei Carabinieri, ha prodotto risultati di notevo-
               le rilevanza. Si era constatato che quel sistema di graduatoria per l’ammissione al
               tirocinio e, conseguentemente, al corso uf  ciali, era fortemente incentrato sulle
               competenze scolastiche. Le prove culturali, come il tema scritto e le prove orali,
               avevano un peso determinante, pari a circa l’86% del punteggio totale utile per
               la graduatoria di merito. Di conseguenza, la valutazione delle attitudini militari,
               che  dovrebbe  aver  avuto  un  ruolo  cruciale,  assumeva  invece  un’importanza
               marginale.
                    L’esperimento del protocollo di verif ca e valutazione delle attitudini sul
               campo aveva rivelato che, sebbene le competenze scolastiche fossero fondamen-
               tali per il successo nel tirocinio, esse appaiono incongrue se non bilanciate ade-
               guatamente con le competenze e capacità essenziali per il ruolo a cui aspirano i
               tirocinanti.  Queste  competenze  includono  la  resistenza  f sica,  l’attitudine  al
               comando, il senso della disciplina, la resistenza alla pressione e allo stress, tra le
               altre. La rif essione emersa dalla sperimentazione riguardava il peso da attribuire
               alle singole prove concorsuali nella determinazione della graduatoria f nale, con-
               siderando la peculiarità della f gura dell’uf  ciale dei Carabinieri.
                    La sperimentazione aveva, quindi, messo in luce che una valutazione attitu-
               dinale ef ettuata contestualmente al tirocinio in Accademia avrebbe permesso
               una formulazione dei giudizi basata su comportamenti rappresentativi della vita
               reale in Accademia. Seguendo questa linea di pensiero, si è ipotizzato di prevedere
               due momenti di selezione attitudinale: uno presso il CnSR, con le modalità con-
               suete, che si concluderebbe con la def nizione della graduatoria per l’accesso al
               tirocinio all’Accademia di Modena, e un altro durante il corso del tirocinio stes-
               so. In quest’ultimo, tutti gli aspiranti sarebbero posti nelle stesse condizioni di
               competizione per l’ammissione al corso, avendo quindi analoghe possibilità.
                    La sperimentazione aveva mostrato anche che le prime posizioni della gra-
               duatoria di ammissione al tirocinio, salvo “incidenti di percorso”, avevano pratica-
               mente la garanzia dell’ammissione al corso.



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