Page 173 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Essa of riva una prospettiva che non solo rispettava la tradizione del motto
“una Acies”, ma la arricchiva e la rendeva applicabile anche in un contesto
moderno e competitivo, preparando i futuri comandanti a essere leader ef caci,
equi e collaborativi. Questo approccio non solo avrebbe favorito il benessere
individuale, ma avrebbe contribuito anche in modo signif cativo a creare un
clima di coesione e collaborazione all’interno dell’Accademia, essenziale per il
successo delle future missioni operative.
La sperimentazione di nuovi test, destinati a essere introdotti nelle selezio-
ni future degli aspiranti uf ciali dei Carabinieri, ha prodotto risultati di notevo-
le rilevanza. Si era constatato che quel sistema di graduatoria per l’ammissione al
tirocinio e, conseguentemente, al corso uf ciali, era fortemente incentrato sulle
competenze scolastiche. Le prove culturali, come il tema scritto e le prove orali,
avevano un peso determinante, pari a circa l’86% del punteggio totale utile per
la graduatoria di merito. Di conseguenza, la valutazione delle attitudini militari,
che dovrebbe aver avuto un ruolo cruciale, assumeva invece un’importanza
marginale.
L’esperimento del protocollo di verif ca e valutazione delle attitudini sul
campo aveva rivelato che, sebbene le competenze scolastiche fossero fondamen-
tali per il successo nel tirocinio, esse appaiono incongrue se non bilanciate ade-
guatamente con le competenze e capacità essenziali per il ruolo a cui aspirano i
tirocinanti. Queste competenze includono la resistenza f sica, l’attitudine al
comando, il senso della disciplina, la resistenza alla pressione e allo stress, tra le
altre. La rif essione emersa dalla sperimentazione riguardava il peso da attribuire
alle singole prove concorsuali nella determinazione della graduatoria f nale, con-
siderando la peculiarità della f gura dell’uf ciale dei Carabinieri.
La sperimentazione aveva, quindi, messo in luce che una valutazione attitu-
dinale ef ettuata contestualmente al tirocinio in Accademia avrebbe permesso
una formulazione dei giudizi basata su comportamenti rappresentativi della vita
reale in Accademia. Seguendo questa linea di pensiero, si è ipotizzato di prevedere
due momenti di selezione attitudinale: uno presso il CnSR, con le modalità con-
suete, che si concluderebbe con la def nizione della graduatoria per l’accesso al
tirocinio all’Accademia di Modena, e un altro durante il corso del tirocinio stes-
so. In quest’ultimo, tutti gli aspiranti sarebbero posti nelle stesse condizioni di
competizione per l’ammissione al corso, avendo quindi analoghe possibilità.
La sperimentazione aveva mostrato anche che le prime posizioni della gra-
duatoria di ammissione al tirocinio, salvo “incidenti di percorso”, avevano pratica-
mente la garanzia dell’ammissione al corso.
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