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                  Sembra opportuno precisare che nel panorama composito della selezione
             del personale, due tipologie di valutazione attitudinale si distinguono per il loro
             approccio e i loro obiettivi. La prima af erisce alla cosiddetta “selezione generali-
             sta”, mentre la seconda” è inerente a quella “specialistica”.
                  La selezione attitudinale generalista si adotta quando si necessita di identif -
             care i candidati che possiedono le caratteristiche e le competenze generiche neces-
             sarie per adattarsi a una varietà di ruoli e contesti lavorativi. La selezione attitudi-
             nale specialistica, invece, è centrata sull’individuazione di requisiti specif ci e abi-
             lità tecniche pertinenti a un determinato ruolo o mansione lavorativa. nell’Arma
             dei  Carabinieri,  la  prima  è  adottata  nel  momento  della  selezione  delle  nuove
             reclute, nei vari gradi e ordini.
                  La seconda è attuata sul personale già arruolato che desidera conseguire una
             particolare specializzazione o qualif ca. Di conseguenza, mentre la selezione atti-
             tudinale generalista si concentra sull’identif care tratti di personalità, su compe-
             tenze  trasversali  e  aspetti  di  versatilità,  la  selezione  specialistica  si  focalizza  su
             requisiti specif ci e abilità tecniche. La selezione generalista of re una valutazione
             più  ampia  delle  caratteristiche  del  candidato,  mentre  la  selezione  specialistica
             approfondisce  l’analisi  di  specif che  competenze  e  abilità.  Inoltre,  la  selezione
             generalista si concentra sul potenziale del candidato e sulla sua capacità di adat-
             tarsi a diverse situazioni, mentre la selezione specialistica valuta le competenze
             attuali e l’esperienza pregressa del candidato in relazione al ruolo specif co. ogni
             criterio preso in considerazione nel “Prof lo Attitudinale” contribuisce alla def -
             nizione di un quadro complessivo dell’idoneità di un individuo per una determi-
             nata posizione lavorativa.
                  nel corso del tempo, come si è avuto modo di tratteggiare, si è assistito a
             un’evoluzione concettuale signif cativa secondo la quale il concetto di “prof lo”
             professionale ha incluso numerosi e profondi cambiamenti. Sviluppo che è stato
             frutto di una crescente consapevolezza della complessità della personalità umana
             e dell’importanza di una valutazione multidimensionale al f ne di ef ettuare una
             selezione ottimale. Inizialmente, il termine “prof lo psicotecnico”, di Agostiniana
             memoria,  dominava  la  scena  ed  era  centrato  principalmente  sulla  valutazione
             delle capacità percettive e motorie del candidato. In seguito, allontanandosi pro-
             gressivamente da un iniziale approccio meramente “sanitario”, un passo avanti si
             era compiuto con l’introduzione del concetto di “attitudine”, def nita attraverso
             una “valutazione scientif ca” della personalità umana. Questa svolta aveva per-
             messo di incorporare elementi statistici derivanti dai protocolli di selezione e dai
             test somministrati. La metà degli anni Sessanta ha segnato un ulteriore punto di
             svolta, con l’af ermazione del “prof lo psicologico”.

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