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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    L’esperienza pregressa nel settore marittimo rappresenta un valore aggiunto
               per la leva di mare, mentre la formazione militare assume un ruolo centrale nella
               leva di terra.
                    nel  processo  di  selezione  della  leva  di  terra,  quindi,  il  ruolo  del  Perito
               Selettore Attitudinale emerge come fondamentale. In quest’epoca, a dire il vero,
               il titolo di perito selettore attitudinale veniva conferito sia agli uf  ciali medici che
               agli uf  ciali d’arma che si occupavano di selezione. Ancorché risultava poco dif e-
               renziata  e  contraddistinta  da  peculiarità  proprie,  la  f gura  dell’uf  ciale  perito
               selettore si esprimeva e si estrinsecava soprattutto sull’analisi psico-attitudinale
               dei candidati. Grazie alla sua esperienza e competenza, il Perito Selettore, forte
               delle conoscenze psicologiche acquisite, era investito della responsabilità di indi-
               viduare le potenzialità e le predisposizioni di ciascun candidato, valutando aspetti
               quali la personalità, la motivazione, il carattere e la capacità di adattamento alle
               diverse situazioni.
                    L’evoluzione del ruolo del Perito Selettore nel corso degli anni ha rispec-
               chiato  le  esigenze  contingenti  e  l’avanzamento  delle  tecnologie  disponibili.
               Questo approccio ha contribuito a garantire che le Forze Armate potessero con-
               tare su personale professionalmente valido, preparato a fronteggiare le sf de e le
               responsabilità connesse alla difesa e alla sicurezza del Paese.
                    Anche nell’evoluzione del processo di selezione nell’Arma dei Carabinieri,
               la f gura dell’uf  ciale Perito Selettore Attitudinale ha ricoperto un ruolo centrale
               e insostituibile, contribuendo a formare un corpus dottrinario inerente la selezio-
               ne attitudinale proprio dell’Arma e ponendo l’Istituzione sempre all’avanguardia
               delle innovazioni in campo psicologico.
                    L’uf  ciale Perito Selettore Attitudinale nell’Arma dei Carabinieri non era
               un semplice valutatore, ma un vero e proprio mentore, in grado di discernere le
               potenzialità e le attitudini di ogni candidato. Egli era il garante della cultura (l’in-
               sieme dei valori e delle credenze), della vision (il modo di vedere, leggere ed inter-
               pretare la realtà) e della mission (gli obiettivi, le mete, la missione da compiere)
               dell’Istituzione. La sua pluriennale esperienza sul campo e la sua profonda cono-
               scenza dell’Arma, acquisita attraverso il comando di uomini e la partecipazione a
               diverse realtà operative, gli permettevano di comprendere a fondo le esigenze e le
               sf de del servizio d’Istituto. Grazie a questa esperienza e lungimiranza, l’uf  ciale
               Perito Selettore Attitudinale era in grado di selezionare i candidati ritenuti più
               idonei, non solo in termini di capacità di rendimento, ma anche e soprattutto in
               termini di potenzialità di adattamento al contesto lavorativo specif co dell’Arma
               dei Carabinieri.



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