Page 123 - Rassegna 2024-4 supplemento
P. 123

i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Al termine del colloquio, l’uf  ciale Perito Selettore esprimeva il suo giudi-
               zio di idoneità o non idoneità, motivandolo con riferimento alle informazioni
               raccolte nel fascicolo del candidato e alle impressioni ricavate dal colloquio stes-
               so. Il giudizio era espresso sia sotto forma letterale, con una dettagliata relazione
               che descriveva le caratteristiche del candidato e le sue potenzialità, evidenziando-
               ne i punti di forza e di debolezza, sia in forma numerica, attraverso l’attribuzione
               di un coef  ciente che sintetizzava il giudizio complessivo. Il coef  ciente numeri-
               co, espresso utilizzando un approccio ispirato alla scala Likert , veniva posto
                                                                            154
               dinnanzi ai risultati delle prove di livello e concorreva alla def nizione di un’even-
               tuale graduatoria dei candidati. In questo modo si sottolineavano sia l’importan-
               za attribuita alla ponderazione dei risultati dei test, sia, e soprattutto, la rilevanza
               data  alla  valutazione  a  tutto  tondo  dell’uf  ciale  perito  selettore  nel  contesto
               generale del processo di selezione.
                    La procedura di selezione si concludeva quando il Direttore del Centro di
               Psicologia Applicata, dopo aver visionato tutti i fascicoli di selezione alla presenza
               dei candidati, convalidava o meno il giudizio espresso dall’uf  ciale perito seletto-
               re. In caso di dubbi o di discordanza, il Direttore richiedeva un’ulteriore analisi
               più approfondita del caso in esame.
                    Questo processo accurato e dettagliato garantiva che solo quelli ritenuti più
               af  ni  al  servizio  da  svolgere  fossero  selezionati  per  far  parte  dell’Arma  dei
               Carabinieri, mantenendo, quando più possibile, elevati standard di professiona-
               lità e qualità all’interno dell’istituzione.
                    una  particolare  attenzione  veniva  dedicata  al  processo  di  selezione  per
               l’Accademia  Militare  di  Modena  e  la  Scuola  Marescialli  di  Firenze,  ponendo
               come cardine la scelta di individui non solo dotati di abilità f siche e intellettive,
               ma anche di saldi principi morali e di un profondo senso del dovere. Questo pro-
               cesso, intrinsecamente legato alla gestione delle risorse umane e alla ricerca del
               personale più qualif cato, rappresenta un momento cruciale nella formazione e
               nella costruzione dell’identità dell’Arma stessa. In questi casi, l’iter di selezione
               iniziava con la pubblicazione di un bando di concorso specif co, curato rispetti-
               vamente, per gli aspiranti uf  ciali, dall’uf  cio Personale uf  ciale (Pu) e, per gli
               aspiranti sottuf  ciali, dall’uf  cio Personale Sottuf  ciali Appuntati e Carabinieri
               (PSAC) del I Reparto dello Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma.
               Questi due uf  ci coordinavano gli sforzi di tutti gli altri uf  ci interessati per redi-
               gere il bando di concorso.
               154 Proposta da R. Likert nel 1932, a technique for the measurement of attitudes, in archive of psy-
                   chology, e poi, con alcuni miglioramenti, nel 1934, a simple and reliable method of scoring the
                   thurstone attitude scales, in Journal of social psychology.

                                                                                        121
   118   119   120   121   122   123   124   125   126   127   128