Page 119 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
L’introduzione di questo questionario rappresentò un salto di qualità signi-
f cativo. L’utilizzo dell’MMPI nella selezione del personale dell’Arma dei
Carabinieri permise di: identif care i candidati con le migliori attitudini e predi-
sposizioni per il ruolo di carabiniere.; valutare la loro stabilità emotiva e la loro
capacità di af rontare situazioni di stress e di escludere dalla selezione soggetti con
potenziali disturbi psicologici o comportamentali. L’adozione dell’MMPI non
rappresentava una mera rottura con il passato, bensì un’evoluzione naturale
all’interno di una tradizione di selezione sempre attenta alle caratteristiche psico-
logiche dei futuri carabinieri. L’Arma, infatti, già da tempo si avvaleva della con-
sulenza di psicologi e psichiatri per la valutazione dei candidati. La collaborazione
con il CnR e l’introduzione dell’MMPI permisero di elevare ulteriormente il
livello di scientif cità e rigore della selezione, garantendo un’identif cazione anco-
ra più precisa dei candidati più idonei a vestire l’uniforme dell’Arma.
una nota di colore interessante riguarda la correzione manuale dei test uti-
lizzati per valutare i candidati. Il processo di selezione attraverso l’uso di strumen-
ti diagnostici e di livello coinvolgeva un intricato lavoro manuale e tecnico di cor-
rezione delle prove. Questo aspetto spesso trascurato, ma fondamentale, riguar-
dava la correzione dei test che veniva eseguita manualmente da un team di mili-
tari altamente addestrati, tra marescialli e brigadieri, i quali dedicavano tempo ed
energia alla valutazione accurata delle risposte degli aspiranti.
Per esempio, la correzione dell’MMPI avveniva manualmente, rappresen-
tando un’operazione meticolosa e laboriosa. Tredici militari, tra marescialli e bri-
gadieri, erano impiegati nello sfoglio di ogni singolo foglio di risposta, armati di
griglie forate che permettevano di identif care le risposte date dall’aspirante rela-
tive a specif che scale nosograf che del test. Questi militari erano responsabili di
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individuare le risposte fornite dagli aspiranti e di segnalarle accuratamente sulla
griglia, consentendo così una valutazione coerente e af dabile delle prestazioni
dei candidati. L’ultimo militare coinvolto nel processo aveva il compito di elabo-
rare i punteggi standardizzati e di tracciare un graf co che rif etteva le prestazioni
dell’aspirante rispetto alle scale standardizzate del test.
150 Le 13 scale dell’MMPI erano, e sono, suddivise in scale di validità e scale cliniche. Le scale di vali-
dità sono: la scala L, lie, menzogna, costruita per rilevare il tentativo di attribuire risposte fasulle,
ingraziandosi, in qualche modo, lo sperimentatore; la scala K, correction, permette di riadattare
correggendo i punteggi delle altre scale o può indicare a livello psicopatologico la difesa, evita-
mento di qualcosa; la scala F, infrequency, infrequenza, simulazione, è in grado di rilevare la pre-
senza di risposte atipiche. Mentre le scale cliniche o di base sono: 1. scala Hs, ipocondria; 2. scala
D, depressione; 3. scala Hy, isteria; 4. scala Pd, deviazione psicopatica; 5. scala Mf,
mascolinità/femminilità, maschi/femmine; 6. scala Pa, paranoia; 7. scala Pt, psicastenia; 8. scala
Sc, schizofrenia; 9. scala Ma, ipomania; 10. scala Si, introversione sociale.
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