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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    L’introduzione di questo questionario rappresentò un salto di qualità signi-
               f cativo.  L’utilizzo  dell’MMPI  nella  selezione  del  personale  dell’Arma  dei
               Carabinieri permise di: identif care i candidati con le migliori attitudini e predi-
               sposizioni per il ruolo di carabiniere.; valutare la loro stabilità emotiva e la loro
               capacità di af rontare situazioni di stress e di escludere dalla selezione soggetti con
               potenziali disturbi psicologici o comportamentali. L’adozione dell’MMPI non
               rappresentava  una  mera  rottura  con  il  passato,  bensì  un’evoluzione  naturale
               all’interno di una tradizione di selezione sempre attenta alle caratteristiche psico-
               logiche dei futuri carabinieri. L’Arma, infatti, già da tempo si avvaleva della con-
               sulenza di psicologi e psichiatri per la valutazione dei candidati. La collaborazione
               con il CnR e l’introduzione dell’MMPI permisero di elevare ulteriormente il
               livello di scientif cità e rigore della selezione, garantendo un’identif cazione anco-
               ra più precisa dei candidati più idonei a vestire l’uniforme dell’Arma.
                    una nota di colore interessante riguarda la correzione manuale dei test uti-
               lizzati per valutare i candidati. Il processo di selezione attraverso l’uso di strumen-
               ti diagnostici e di livello coinvolgeva un intricato lavoro manuale e tecnico di cor-
               rezione delle prove. Questo aspetto spesso trascurato, ma fondamentale, riguar-
               dava la correzione dei test che veniva eseguita manualmente da un team di mili-
               tari altamente addestrati, tra marescialli e brigadieri, i quali dedicavano tempo ed
               energia alla valutazione accurata delle risposte degli aspiranti.
                    Per esempio, la correzione dell’MMPI avveniva manualmente, rappresen-
               tando un’operazione meticolosa e laboriosa. Tredici militari, tra marescialli e bri-
               gadieri, erano impiegati nello sfoglio di ogni singolo foglio di risposta, armati di
               griglie forate che permettevano di identif care le risposte date dall’aspirante rela-
               tive a specif che scale nosograf che  del test. Questi militari erano responsabili di
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               individuare le risposte fornite dagli aspiranti e di segnalarle accuratamente sulla
               griglia, consentendo così una valutazione coerente e af  dabile delle prestazioni
               dei candidati. L’ultimo militare coinvolto nel processo aveva il compito di elabo-
               rare i punteggi standardizzati e di tracciare un graf co che rif etteva le prestazioni
               dell’aspirante rispetto alle scale standardizzate del test.



               150 Le 13 scale dell’MMPI erano, e sono, suddivise in scale di validità e scale cliniche. Le scale di vali-
                   dità sono: la scala L, lie, menzogna, costruita per rilevare il tentativo di attribuire risposte fasulle,
                   ingraziandosi, in qualche modo, lo sperimentatore; la scala K, correction, permette di riadattare
                   correggendo i punteggi delle altre scale o può indicare a livello psicopatologico la difesa, evita-
                   mento di qualcosa; la scala F, infrequency, infrequenza, simulazione, è in grado di rilevare la pre-
                   senza di risposte atipiche. Mentre le scale cliniche o di base sono: 1. scala Hs, ipocondria; 2. scala
                   D,  depressione;  3.  scala  Hy,  isteria;  4.  scala  Pd,  deviazione  psicopatica;  5.  scala  Mf,
                   mascolinità/femminilità, maschi/femmine; 6. scala Pa, paranoia; 7. scala Pt, psicastenia; 8. scala
                   Sc, schizofrenia; 9. scala Ma, ipomania; 10. scala Si, introversione sociale.

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