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SuPPLEMEnTo 2024
Il Centro Psicologia Applicata non si limitò ad applicare procedure stati-
che, ma promosse un processo di miglioramento costante, adattandosi alle esi-
genze mutevoli dell’Arma e della società. nonostante l’introduzione di criteri
scientif ci, la selezione mantenne sempre al centro il valore dell’individuo, valu-
tando con attenzione le sue motivazioni, il suo carattere e le sue potenzialità.
nel corso dei due decenni successivi, il Centro Psicologia Applicata conti-
nuò ad operare con dedizione, perfezionando costantemente le proprie procedu-
re e metodologie di selezione. L’impegno profuso si tradusse in un’evoluzione
continua, senza tuttavia snaturare i principi fondanti che avevano ispirato la sua
nascita: l’oggettività, la scientif cità e l’imparzialità.
L’eredità degli anni Sessanta continua ad ispirare la selezione del personale
nell’Arma dei Carabinieri. L’impegno per l’innovazione, la ricerca dell’eccellenza
e la cura per il fattore umano rappresentano i pilastri di un sistema di selezione
che, ancora oggi, contribuisce a formare uomini in grado di af rontare con dedi-
zione e professionalità le sf de sempre più complesse della società.
In questo scenario di rinnovamento, la collaborazione con il Consiglio
nazionale delle Ricerche (CnR) assunse un ruolo di primo piano, dando vita a
sinergie scientif che di grande valore.
un tassello fondamentale di questa collaborazione fu la sperimentazione,
nel 1961, del primo strumento diagnostico della personalità specif co per l’Arma
dei Carabinieri: il Minnesota Multiphasic personality inventory (MMPI)
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(forma abbreviata) .
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148 Il questionario di personalità MMPI fu ideato da un neuropsichiatra dell’università del
Minnesota J. Charnley McKinley e dal giovane ingegnere elettrotecnico e psicof siologo Starke R.
Hathaway. L’intenzione dei suoi ideatori era quella di creare un inventario di comportamenti psi-
chiatrici ampio e variegato, e dal linguaggio quanto più semplice possibile. Il test è stato sviluppa-
to in più fasi. In un primo momento era stato ideato per l’identif cazione e la diagnosi dei disturbi
psichiatrici e, per certi versi, si basò su una impostazione nosograf ca di tipo kraepeliano.
Successivamente furono introdotte anche scale riguardanti il funzionamento generale della per-
sona. Il questionario ebbe la luce nel 1940 e a tutt’oggi è uno strumento molto utilizzato a livello
internazionale sia in ambito psicologico che psichiatrico. In Italia la prima versione del questio-
nario venne messa a punto dall’Istituto nazionale di Psicologia del CnR in collaborazione con
l’Istituto neuropsichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia nel 1957. La prima versione italiana fu
validata in tre diverse “Forme”: la “Completa” composta da 550 Item (nella versione originale
erano 566, ma nell’adattamento italiano furono eliminati gli item non pertinenti al contesto
nazionale); la “Ridotta” formata da 357 Item e quella “Abbreviata” con 174 Item per favorire i
soggetti con un basso livello di scolarizzazione. La somministrazione poteva essere sia Individuale
che Collettiva.
149 G. nucci, L. Audino, D. Panico, 1998. Il prof. R. nencini ha realizzato per l’Italia la forma
abbreviata dell’MMPI - rivolta a soggetti con un basso livello cui turale- sperimentato su migliaia
di soggetti presso il Centro di Psicologia Applicata dell’Arma dei Carabinieri e presso la Sezione
Psicotecnica della Marina Militare.
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