Page 125 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
in psicologia, e l’uf ciale Perito Selettore più anziano o il Direttore del Centro di
Psicologia Applicata. Questa sinergia di competenze garantiva la massima equità e
trasparenza nel processo di selezione, assicurando che ogni candidato fosse valutato
in modo completo e, quanto più possibile, obiettivo. Questa procedura garantiva
la massima accuratezza e completezza della valutazione, combinando l’esperienza e
la competenza dell’uf ciale Perito Selettore con le conoscenze psicologiche dello
psicologo e la visione d’insieme dell’uf ciale Perito Selettore più anziano o del
Direttore del Centro di Psicologia Applicata.
L’ultimo Direttore del Centro di Psicologia Applicata, il colonnello
Gianfrancesco Siazzu, ha svolto un ruolo determinante nel traghettare il Centro
verso la creazione del Centro nazionale di Selezione e Reclutamento, dimostran-
do così la continua ricerca di eccellenza e innovazione nell’ambito della selezione
e reclutamento dei carabinieri. un aspetto cruciale da porre in evidenza è che la
selezione attitudinale nello specif co arco di tempo che va dagli anni Sessanta agli
anni novanta, ruota quasi esclusivamente intorno alla f gura dell’uf ciale perito
selettore che è un uf ciale con una certa esperienza nel comando di uomini e una
diretta esperienza operativa maturata in diversi reparti. La qualif ca di Perito
Selettore Attitudinale, veniva conferita ai sensi del art. 27 del DPR del 14 febbra-
io 1964, n. 237, ed era conseguita al termine di un corso e del relativo esame valu-
tativo f nale, tenuti dalla Direzione Generale della Leva.
Il decreto del 1964, pur mantenendo l’impianto originario della leva, intro-
duceva alcune modif che e integrazioni per rispecchiare l’evoluzione del contesto
sociale e politico dell’epoca. nonostante ciò, l’obiettivo fondamentale rimaneva
sempre quello di garantire un sistema ef ciente e trasparente per l’ingresso dei
giovani nelle Forze Armate, con un’enfasi particolare sulla valorizzazione delle
loro capacità e competenze e sull’assicurare il rispetto dei principi di equità e
imparzialità. nel contesto dell’organizzazione amministrativa della leva militare,
la Direzione Generale della Leva presso il Ministero della Difesa svolgeva un
ruolo centrale nel coordinare il reclutamento obbligatorio, la mobilitazione civi-
le, la militarizzazione e i corpi ausiliari. Però, il decreto introduce una dif erenzia-
zione signif cativa nelle procedure di selezione per la leva di terra e quella di mare.
una delle novità più importanti introdotte dal decreto è la dif erenziazione
delle procedure di selezione tra leva di terra e leva di mare. Questa distinzione
rif ette le esigenze specif che e le caratteristiche distintive di ciascun settore delle
Forze Armate. Tale approccio mirava a garantire che le reclute fossero idonee e
preparate in modo adeguato a svolgere i loro compiti in modo ef cace e sicuro,
sia sulla terraferma che in mare.
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