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Egli rappresentava un ponte tra la tradizione e l’innovazione, garantendo
una selezione accurata e basata su criteri scientif ci e uniformi. La sua f gura era
fondamentale anche per mantenere un forte legame con l’Arma reale, scongiu-
rando il rischio di un progressivo allontanamento culturale. In funzione della sua
profonda conoscenza dell’Istituzione, l’uf ciale Perito Selettore Attitudinale era
il fulcro del processo di valutazione degli aspiranti, assicurando un allineamento
rigoroso con le esigenze operative dell’Arma e garantendo un processo di selezio-
ne all’avanguardia e in sintonia con le dinamiche del momento. L’eredità lasciata
dall’uf ciale Perito Selettore Attitudinale è ancora oggi preziosa per l’Arma dei
Carabinieri. Il suo ruolo, pur adattandosi alle esigenze contingenti e alle nuove
tecnologie, rappresenta un modello di professionalità, esperienza e dedizione che
continua a ispirare il processo di selezione di future generazioni di Carabinieri.
nel processo di valutazione, l’uf ciale Perito Selettore Attitudinale
dell’Arma, come si è detto, non operava da solo, ma collaborava con altri profes-
sionisti, come lo psicologo, che si occupava della somministrazione e valutazione
dei test psicodiagnostici, e altri uf ciali periti selettori più anziani o il Direttore del
Centro di Psicologia Applicata. Questo approccio collegiale assicurava un’analisi
quanto più possibile completa e approfondita di ciascun candidato, convalidando
il giudizio espresso dall’uf ciale perito selettore attitudinale e garantendo un
ragionevole grado di obiettività e accuratezza del processo di selezione.
L’importanza della f gura dell’uf ciale Perito Selettore Attitudinale è evi-
denziata anche dalla sua capacità di adattarsi ai cambiamenti e alle evoluzioni
dell’Istituzione. nel corso degli anni, la sua f gura ha saputo evolversi e rinnovar-
si, integrando le nuove tecnologie e le innovazioni in campo psicologico, pur
mantenendo saldo il legame con i valori e le tradizioni dell’Arma dei Carabinieri.
L’uf ciale Perito Selettore Attitudinale ha rappresentato un pilastro fonda-
mentale del processo di selezione nell’Arma dei Carabinieri, contribuendo a for-
mare un corpo militare qualif cato e motivato. orbene, atteso che l’uf ciale in
argomento svolgeva la sua attività forte delle conoscenze teoriche in campo psi-
cologico e dell’esperienza pratica che rappresentavano il fondamento culturale
essenziale per poter esercitare le funzioni di perito selettore attitudinale, ma su
quale presupposto egli ef ettuava il colloquio di selezione ed in funzione di quale
obiettivo egli redigeva il suo giudizio? Qual era il mandato istituzionale che dove-
va conseguire e qual era il prodotto della sua attività di selezione? Il faro che
orientava la sua attività e l’obiettivo che doveva raggiungere era def nito dal cosid-
detto “prof lo professionale”, una sorta di compendio delle caratteristiche attese
dall’Arma dei Carabinieri e che dovevano essere presenti, sebbene in misura
variabile, dagli aspiranti nuove reclute.
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