Page 107 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Questo concetto, con grande perizia esposto dal Cap. Giuseppe Vitali nel
suo articolo del 1969 sulla Rivista Militare, rispecchia la complessità e la sotti-
gliezza di tale processo:
indubbiamente le previsioni della selezione non potranno pervenire ad essere
immuni da errore in quanto sia il perito selettore sia l’esaminato sono degli esseri
umani e pertanto soggetti ad errare. peraltro una approssimazione dell’85% è da
considerarsi valida, specie per la maggior elasticità intrinseca al nuovo metodo,
potrà certamente essere riscontrata se, come auspicabile, i quadri preposti all’adde-
stramento dei reparti, prima di emettere un giudizio sugli uomini loro affidati,
adotteranno criteri di valutazione simili a quelli adottati in sede di selezione (spe-
cie per quanto concerne le cause di errori intuitivi) così da poter prevenire, attraver-
so una valutazione quanto più vicina possibile alla realtà, serena e scevra da qua-
lunque pregiudizio, ad una sostanziale correlazione dei giudizi formulati in sede
di previsioni selettive (leggasi predesignazione) e di valutazione del rendimento
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individuale al termine dell’apprendimento .
Il perito selettore, f gura centrale di questo processo, come si è detto, si reg-
geva su due pilastri fondamentali: uno di natura teorica e l’altro di natura prati-
ca. Il primo trae linfa dalle conoscenze accumulate attraverso gli studi, mentre il
secondo emana dall’esperienza e dalla capacità di applicare tali conoscenze con
discernimento, sebbene con un tocco di soggettività, ma sempre basato su
un’analisi sistematica dei dati. Quest’ultimo punto mette in luce gli assi portanti
della formazione del perito selettore attitudinale. Da un lato, emerge la f gura
dell’uf ciale come esperto della complessa cultura organizzativa, dotato di una
conoscenza approfondita dei vari reparti dell’Arma. Dall’altro, si sottolinea
l’importanza dello studio della psicologia, elemento chiave che conferisce al
perito selettore una specif ca competenza nel campo. L’integrazione di queste
due dimensioni del sapere, la cultura organizzativa e la psicologia accademica,
che ancora oggi mantengono la loro vivacità euristica, costituisce il tessuto con-
nettivo indispensabile per un’esecuzione ef cace del ruolo di perito selettore
attitudinale.
In quegli anni, si assisteva a un crescente impegno personale da parte degli
uf ciali d’Arma incaricati di tale funzione, evidenziato dalla partecipazione a corsi
universitari e da una fervida attenzione verso la nascente disciplina psicologica.
Tuttavia, va notato che questo impegno spesso rimaneva conf nato a pochi uf -
ciali “illuminati”, i quali, grazie ai corsi di qualif cazione e alla consapevolezza
delle potenzialità of erte dalla psicologia, si adoperavano attivamente e spesi a
139 G. Vitali, 1969.
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