Page 106 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Il lavoro del maggiore non si limita alla mera esplorazione dell’impiego dei
             test di personalità, ma si spinge anche ad analizzare i possibili conf ni e limiti asso-
             ciati al loro utilizzo. In particolare, si sof erma sull’importanza di comprendere
             come gli elementi considerati nella valutazione della personalità possano inf uen-
             zarne l’inserimento dell’individuo nel contesto organizzativo, generando poten-
             zialmente fenomeni di adattamento o non adattamento rispetto ai modelli cultu-
             rali  predominanti  in  un  determinato  contesto  storico.  Questa  considerazione
             riveste una rilevanza cruciale in quanto pone in luce la complessità delle dinami-
             che psicologiche coinvolte nell’interazione tra individuo e ambiente. Da un lato,
             si suggerisce l’esistenza di un approccio alla vita caratterizzato dal conformismo,
             che tende a uniformarsi a una norma o media statistica def nita dagli standard cul-
             turali del momento. Invece, dall’altro lato, emerge la consapevolezza che tale con-
             formismo può anche rivelarsi un segno di disadattamento psicologico, soprattut-
             to in contesti di cambiamento o incertezza, dove l’individuo potrebbe trovarsi
             impreparato di fronte a situazioni inattese o non convenzionali. In questo modo,
             l’uf  ciale  delinea  un  quadro  complesso  delle  implicazioni  psicologiche  legate
             all’impiego dei test di personalità, of rendo una prospettiva ricca di spunti per
             una più approfondita comprensione delle dinamiche comportamentali umane.
                  tutto questo porta a fenomeni d conformismo o non conformismo agli schemi
             (modelli) di vita in auge in quel dato periodo. È bene ricordare che il conformista
             è da considerarsi un adattato statisticamente (con la norma = alla media) ma è
             disadattato psicologicamente .
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                  Il maggiore Scala conclude il suo contributo sulla valutazione attitudinale
             ribadendo che le operazioni di selezione si concludono con un colloquio valutati-
             vo, durante il quale si cerca di formulare una diagnosi sull’essenza generale della
             persona e di esprimere una previsione basandosi sulle performance nelle prove
             oggettive e sull’osservazione dei tratti comportamentali. Queste previsioni devono
             essere fondate su presupposti logici e su una solida correlazione di coincidenze.
                  nel contesto delle azioni e delle reazioni dei due soggetti coinvolti nel collo-
             quio - il selezionatore e il candidato - emerge il ruolo del perito selettore. La sua
             funzione comprende sia un aspetto teorico, derivante dalle conoscenze acquisite
             attraverso gli studi, sia un aspetto pratico, basato sull’esperienza e sulla capacità di
             applicare tali conoscenze in modo ef  cace, intervenendo con discrezione ma sem-
             pre sulla base di una rigorosa elaborazione dei dati disponibili. La selezione attitu-
             dinale, sebbene rappresenti un’innovativa introduzione nel campo della selezione
             dei militari, si pone come una sf da che non è esente da possibili margini di errore.


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