Page 110 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Questa nuova procedura si inseriva in un complesso di misure volte a otti-
             mizzare la gestione del personale di leva. All’inizio vi era una fase di acquisizione
             dei dati dettagliati su ciascun coscritto. In seguito il sistema automatizzato poteva
             gestire in modo ef  ciente e preciso numerose attività, dall’arruolamento iniziale
             f no al collocamento in congedo. L’automazione del processo di arruolamento
             rappresentò un progresso signif cativo nell’ammodernamento delle forze armate
             italiane.
                  Alla metà degli anni Settanta il generale di brigata aus. ugo Tarantini ritiene
             opportuno rendere pubbliche alcune sue rif essioni personali, seguite da alcune
             proposte in tema di selezione e formazione dei Quadri. L’alto uf  ciale rileva che
             nonostante la “teoria” della selezione ottimale fosse stata ampiamente recepita da
             coloro che si occupavano di selezione, e soprattutto da coloro che si interessavano
             della scelta dei Quadri, nella realtà i criteri utilizzati in questo campo privilegiano
             ancora  aspetti  superf ciali  come  la  forma  f sica  e  la  preparazione  nozionistica.
             ovvero, la prassi, della selezione attitudinale degli uf  ciali periti selettori di quegli
             anni, palesava una preferenza marcata per quei criteri che ponevano l’accento
             sull’aspetto f sico e sulla competenza accademica, trascurando, di fatto, aspetti
             fondamentali come le qualità morali e psicologiche essenziali per assumere ruoli
             di comando. Per alcuni versi, non sembrava che alcune caratteristiche venissero
             suf  cientemente indagate e analizzate, come, per esempio, la fermezza di caratte-
             re, l’obiettività, la resistenza alle suggestioni, l’imparzialità, la non inf uenzabilità
             emotiva e l’umanità, elementi essenziali per un leader ef  cace.
                  Questa lacuna nella selezione ha conseguenze negative a cascata, incidendo
             anche sul sistema di formazione. Il processo formativo, infatti, non of re un ade-
             guato addestramento per sviluppare le capacità di leadership necessarie per gesti-
             re situazioni complesse e interagire con diverse realtà sociali.
                  un signif cativo progresso in ambito psicologico si verif cò con l’emanazio-
             ne della legge del 24 dicembre 1986, n. 958, intitolata “norme sul servizio mili-
             tare e sulla ferma prolungata”. Questa legge introdusse diverse novità, tra cui la
             rilevante inclusione della f gura dello psicologo nei consigli di leva. In preceden-
             za, secondo quanto stabilito dall’art. 9 della legge del 31 maggio 1975, n. 191 ,
                                                                                      141

             141 Legge del 31 maggio 1975, n. 191: “nuove norme per il servizio di leva” - art. 9: […] “Tali con-
                 sigli sono composti: a) da un commissario di leva, presidente; b) da due uf  ciali in servizio per-
                 manente, di grado non inferiore a capitano, periti selettori attitudinali, membri; c) dal sindaco
                 del comune degli iscritti che debbono presentarsi o da un suo delegato, assistito dal segretario
                 comunale; d) da un uf  ciale con funzioni di relatore e segretario senza voto. In tempo di guerra,
                 o in contingenze straordinarie, il Ministro per la difesa ha facoltà di disporre che la presidenza
                 del consiglio di leva sia assunta da personale non appartenente al ruolo organico dei commissari
                 di leva. Il consiglio, con l’assistenza di un gruppo di periti selettori attitudinali, accerta il grado

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