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Questa nuova procedura si inseriva in un complesso di misure volte a otti-
mizzare la gestione del personale di leva. All’inizio vi era una fase di acquisizione
dei dati dettagliati su ciascun coscritto. In seguito il sistema automatizzato poteva
gestire in modo ef ciente e preciso numerose attività, dall’arruolamento iniziale
f no al collocamento in congedo. L’automazione del processo di arruolamento
rappresentò un progresso signif cativo nell’ammodernamento delle forze armate
italiane.
Alla metà degli anni Settanta il generale di brigata aus. ugo Tarantini ritiene
opportuno rendere pubbliche alcune sue rif essioni personali, seguite da alcune
proposte in tema di selezione e formazione dei Quadri. L’alto uf ciale rileva che
nonostante la “teoria” della selezione ottimale fosse stata ampiamente recepita da
coloro che si occupavano di selezione, e soprattutto da coloro che si interessavano
della scelta dei Quadri, nella realtà i criteri utilizzati in questo campo privilegiano
ancora aspetti superf ciali come la forma f sica e la preparazione nozionistica.
ovvero, la prassi, della selezione attitudinale degli uf ciali periti selettori di quegli
anni, palesava una preferenza marcata per quei criteri che ponevano l’accento
sull’aspetto f sico e sulla competenza accademica, trascurando, di fatto, aspetti
fondamentali come le qualità morali e psicologiche essenziali per assumere ruoli
di comando. Per alcuni versi, non sembrava che alcune caratteristiche venissero
suf cientemente indagate e analizzate, come, per esempio, la fermezza di caratte-
re, l’obiettività, la resistenza alle suggestioni, l’imparzialità, la non inf uenzabilità
emotiva e l’umanità, elementi essenziali per un leader ef cace.
Questa lacuna nella selezione ha conseguenze negative a cascata, incidendo
anche sul sistema di formazione. Il processo formativo, infatti, non of re un ade-
guato addestramento per sviluppare le capacità di leadership necessarie per gesti-
re situazioni complesse e interagire con diverse realtà sociali.
un signif cativo progresso in ambito psicologico si verif cò con l’emanazio-
ne della legge del 24 dicembre 1986, n. 958, intitolata “norme sul servizio mili-
tare e sulla ferma prolungata”. Questa legge introdusse diverse novità, tra cui la
rilevante inclusione della f gura dello psicologo nei consigli di leva. In preceden-
za, secondo quanto stabilito dall’art. 9 della legge del 31 maggio 1975, n. 191 ,
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141 Legge del 31 maggio 1975, n. 191: “nuove norme per il servizio di leva” - art. 9: […] “Tali con-
sigli sono composti: a) da un commissario di leva, presidente; b) da due uf ciali in servizio per-
manente, di grado non inferiore a capitano, periti selettori attitudinali, membri; c) dal sindaco
del comune degli iscritti che debbono presentarsi o da un suo delegato, assistito dal segretario
comunale; d) da un uf ciale con funzioni di relatore e segretario senza voto. In tempo di guerra,
o in contingenze straordinarie, il Ministro per la difesa ha facoltà di disporre che la presidenza
del consiglio di leva sia assunta da personale non appartenente al ruolo organico dei commissari
di leva. Il consiglio, con l’assistenza di un gruppo di periti selettori attitudinali, accerta il grado
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