Page 98 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




             5.  Il trasferimento a Ponza e a La Maddalena
                  Lasciata Roma, il corteo arriva verso mezzanotte a Gaeta ove è attraccata
             la corvetta Persefone della Regia Marina che all’alba staziona al largo di Ventotene.
             Prima di prendere terra, Pòlito e Pelaghi si recano sull’isola per svolgere un
             sopralluogo e si accorgono che vi è un nutrito presidio germanico. Non è il caso
             di sbarcare, per cui si punta su Ponza. Venuto a conoscenza della sua nuova
             destinazione, Mussolini si irrigidisce poiché sa che sull’isola sono detenuti illu-
             stri antifascisti tra cui il suo attentatore Tito Zaniboni, e poi Nenni, Bencivenga
             e Torreggiani. Lì giunto si rifiuta di sbarcare, ma poi si convince e prende pos-
             sesso di una modesta abitazione nei pressi del porto. Una decina di Carabinieri
             è di vigilanza, comandata dal maresciallo maggiore Osvaldo Antichi al quale il
             Comandante Generale Cerica ha personalmente devoluto la responsabilità della
             custodia del duce. Da questo momento, per quarantasette giorni, Antichi segui-
             rà come un’ombra Mussolini, ne diverrà il suo accompagnatore e colui al quale
             il duce confiderà pensieri e propositi. Ben presto, tuttavia, Ponza si rivela ina-
             datta ad ospitare un personaggio così ingombrante. La voce della presenza di
             Mussolini è giunta finanche ai confinati antifascisti. Pietro Nenni annotò il 28
             luglio nel suo diario: stamane l’arrivo di Mussolini fra i reali carabinieri (benché senza
             manette) e il suo confinamento nella prossima frazione di Santa Maria, ha schiarito almeno
             un lembo del mistero, quello delle pretese dimissioni […] Sono a bordo un civile (che poi
             appresi essere Mussolini e che sul momento non riconosco) e sei carabinieri […] Quattordici
             carabinieri montano la guardia attorno alla sua dimora al comando di un tenente colonnello.
             Due sono addetti al suo servizio personale. Ed inoltre, i tedeschi hanno intensificato
             la  loro  attività  informativa  per  individuare  il  luogo  di  detenzione  del  duce.
             Hitler, infatti, è furente ed è deciso a liberare a tutti i costi l’amico Mussolini. Si
             decide di cambiare prigione. In una sua relazione il maresciallo Antichi descrive
             le modalità del nuovo trasferimento: in serata un telegramma cifrato avvertiva che verso
             le ore 03:00 del giorno 7 [agosto - NdA] un cacciatorpediniere avrebbe attraccato al largo
             per imbarcare Mussolini e la scorta. Mussolini venne preavvisato del viaggio soltanto un’ora
             prima […] Attraversammo il Tirreno, in burrasca, e verso le ore 13:00 dello stesso giorno
                                                    (30)
             il  cacciatorpediniere  attraccò  a  La  Maddalena .  A  Padule,  località  dell’arcipelago
             della Maddalena, Mussolini è accolto dall’ammiraglio Brivonesi e dal capitano
             dei Carabinieri Emilio Marras. È poi condotto dal maresciallo Antichi a villa
             Webber, sua nuova residenza. Responsabile del contingente di vigilanza diviene
             il tenente Alberto Faiola, inviato alla Maddalena direttamente da Badoglio che
             ne stimava le qualità avendolo già avuto alle sue dipendenze in Etiopia; sostitui-
             sce il maggiore Camillo Meoli e il tenente Elio Di Lorenzo.
             (30)  R. De Felice, Mussolini e il Fascismo - Crisi cit., pp. da 4 a 9.

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