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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Improvvisamente  squilla  il  telefono.  Risponde  Cerica  che  riceve  una
             comunicazione stringatissima. Posando la cornetta si rivolge ai presenti e comu-
             nica: è stato fatto .
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             4.  La custodia di Mussolini a Roma
                  L’ambulanza raggiunge a Trastevere la caserma dei Carabinieri Podgora. Il
             capitano Vigneri, con decisione, chiede al tenente colonnello Santo Linfozzi,
             che si fa incontro ai nuovi giunti all’oscuro di tutto, di aprire il circolo ufficiali
             per accogliere l’ospite. Fatti accomodare in una stanza, De Cesare chiede quale
             sarà la sorte di Mussolini, se vi sarà la possibilità di un rilascio o, al limite, di
             poter telefonare. A queste domande riceve un cortese ma risoluto diniego.
                  Pochi istanti dopo giunge il maggiore Giuseppe Scivicco. Ha con sé un
             coltello; si avvicina al telefono e ne recide il filo . Alle 18:00 del 25 luglio 1943
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             ha inizio la prigionia di Mussolini. Giungono poi alla Podgora anche il generale
             Giuseppe  Paglieri,  Comandante  della  Brigata,  e  il  colonnello  Benedetto
             Parziale, Comandante della Legione territoriale di Roma. È deciso che il duce
             non può permanere in quella caserma. Nel frattempo, il generale Cerica impar-
             tisce l’ordine di attuare immediatamente un piano operativo per la protezione e
             la difesa della città tendente a prevenire qualsiasi tentativo da parte dei fascisti e dei nume-
             rosissimi tedeschi che incontrollabili e incontrollati popolavano Roma e chi fosse inteso a rea-
             gire contro l’accaduto.
                  In un resoconto in terza persona, Mussolini descrive i momenti immediata-
             mente successivi al suo arresto: chiuso lo sportello, l’autoambulanza partì a grande velocità.
             […] dopo una mezz’ora di corsa, l’autoambulanza si fermò a una caserma di carabinieri. Qui
             Mussolini restò circa un’ora e quindi, sempre nell’autoambulanza, fu portato nella caserma allie-
             vi carabinieri […] fu accompagnato nella stanza adibita ad ufficio del comandante la Scuola,
             colonnello Tabellini, mentre nella stanzetta vicina si mise di guardia un ufficiale […] Mussolini
             notò allora che ben tre carabinieri montavano di sentinella alla porta dell’ufficio situato al secon-
             do piano. Fu allora che, meditando nella stanza, si affacciò per la prima volta alla mente di
             Mussolini il dubbio: protezione o cattura? . Alla Legione Allievi il duce viene dunque
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             alloggiato nell’ufficio del colonnello Dino Tabellini, fino a pochi giorni prima
             Comandante della Legione stessa e adesso Capo di Stato Maggiore dell’Arma in
             sostituzione del colonnello Barengo.


             (24)  Arrigo Petacco, Sergio Zavoli, Dal Gran Consiglio al Gran Sasso, Milano, Rizzoli, 1973, p. 35.
             (25)  Ibidem, p. 21.
             (26)  Benito Mussolini, Storia di un anno: il tempo del bastone e della carota, Firenze-Roma, La Fenice,
                  1984, p. 69.

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