Page 92 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  Dopo  il  colloquio  con  Acquarone  assume  la  decisione  di  destituire
             Mussolini e alle 09:00 il maresciallo Badoglio viene informato che il Re lo nomi-
             nerà Capo del Governo. Mentre si stanno decidendo le sorti che cambieranno
             il corso della guerra e il destino dell’Italia, l’ignaro Mussolini lascia villa Torlonia
             e affronta la giornata con rinnovato brio; alle 08:30 è già a Palazzo Venezia; alle
             10:00 riceve Umberto Albini, sottosegretario agli Interni, che gli sottopone le
             novità del “mattinale”; verso le 11:00 ordina al Prefetto Nicola De Cesare, suo
             segretario particolare, di telefonare al Quirinale e chiedere un’udienza privata al
             Re, preferibilmente nel pomeriggio. L’appuntamento è fissato a villa Savoia alle
             17:00. A mezzogiorno Mussolini riceve l’ambasciatore giapponese Hidaka al
             quale comunica l’intenzione di concludere una pace separata con la Russia. Alle
             14:00, assieme a Enzo Galbiati, comandante della Milizia, si reca al quartiere
             Tiburtino devastato dal bombardamento alleato del 19 luglio. A lui sussurra
             aggiusterò io ogni cosa quando andrò dal Re. Vi è da dire, tuttavia, che prima ancora
             della seduta del Gran Consiglio, le più alte gerarchie militari avevano già stabi-
             lito di arrestare Mussolini il 26 luglio al termine della consueta udienza che il
             Sovrano concedeva al duce ogni lunedì.
                  E dunque, l’imprevista richiesta di un’udienza al Re stravolge quanto pro-
             grammato dai congiurati militari; la preda si offriva all’agguato e di conseguenza si
             impongono un’accelerazione delle operazioni da condurre e un’immediata rivi-
             sitazione del piano già sommariamente ideato per arrestare il duce. Verso mez-
             zogiorno, il Comandante Generale dell’Arma Angelo Cerica viene convocato a
             Palazzo Vidoni, sede del Comando Supremo, e riceve l’incarico dal Capo di
             Stato Maggiore generale Ambrosio di predisporre un piano per l’arresto del
             duce .  Il  generale  Cerica  aveva  assunto  la  carica  di  Comandante  Generale
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             appena  due  giorni  prima,  succedendo  al  generale  Hazon,  fedelissimo  al  Re,
             morto assieme al suo Capo di Stato Maggiore colonnello Barengo nel corso del
             bombardamento del 19 luglio. Era stato proprio Ambrosio a volere fortemente
             Cerica al vertice dell’Arma poiché ne conosceva le qualità di soldato integro e ardi-
             to, di cui era noto un antico atteggiamento d’opposizione e certe radicali proposte per uscir
             dalla guerra . Nominato a mezzogiorno del 22 luglio, pochi istanti dopo era
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             stato informato da Ambrosio che il suo primo compito sarebbe stato quello di
             arrestare Mussolini . Era stato convenuto, infatti, che in ragione della loro
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             salda fedeltà alla monarchia, l’arresto dovesse essere eseguito dai Carabinieri .
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             (9)  Paolo Puntoni, Parla Vittorio Emanuele III, Bologna, Il Mulino, 1993, p. 300.
             (10)  P. Monelli, Roma 1943 cit., p. 107.
             (11)  Ruggero Zangrandi, 1943: 25 luglio - 8 settembre, Milano, Feltrinelli, 1964, p. 150.
             (12)  Deakin Frederick William, La brutale amicizia, Torino, Einaudi, 1990, p. 627.

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