Page 90 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
SOMMARIO: 1. Introduzione. - 2. Il colloquio tra Mussolini e Vittorio Emanuele III a villa
Savoia. - 3. Il ruolo dell’Arma e l’arresto di Mussolini. - 4. La custodia di
Mussolini a Roma. - 5. Il trasferimento a Ponza e a La Maddalena. - 6. Alla
ricerca di una nuova località: Campo Imperatore. - 7. La situazione sul Gran
Sasso dopo l’armistizio. - 8. L’operazione “Quercia”: la liberazione di
Mussolini. - 9. Riflessioni dopo la guerra.
1. Introduzione
I più importanti gerarchi del fascismo sono pronti al gran convegno fissa-
to per le ore 17:00; si avvicinano al tavolo disposto a ferro di cavallo nella sala
del Pappagallo, ognuno occupando il posto assegnatogli; come da disposizione
indossano pantaloni corti grigio verdi e sahariana nera. La riunione deve avere
un carattere confidenziale, è solo un confronto interno. È stata indetta per ana-
lizzare la catastrofica situazione del Paese. Per cui, niente moschettieri né
gagliardetto del partito sul balcone, come vorrebbe la tradizione. Il duce ha
ordinato al segretario del partito, Carlo Scorza, di non provvedervi . Poco
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dopo, accompagnato da Scorza e dal commesso Quinto Navarra, vestito con
l’uniforme di comandante della milizia, Mussolini fa ingresso nella sala. Alle
17:15 del 24 luglio 1943 la riunione del Gran Consiglio del fascismo ha inizio.
Il duce prende la parola. È visibilmente stanco e scorato; il suo eloquio è atono,
privo di vitalità, la sua voce è troppo pacata, si percepisce distante. Annotò
Scorza come mi sembra che […] il clima di magnetismo che sempre si stabiliva fra il duce
e i gregari, oggi non esista per niente . Si avvita in un discorso interminabile, piatto,
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noioso, anodino, in cui descrive pedantemente la situazione dei diversi fronti di
guerra in cui sono impegnate le truppe italiane; la relazione procedé fiacca, disordi-
nata, contradditoria […] come una voce sfasata nel tempo . L’oratore divaga, si trincera
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dietro una torma di sofismi. Poi, all’improvviso, pone il quesito cruciale: guerra
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o pace? Resa a discrezione o resistenza a oltranza? . Tra tutti, Dino Grandi è certa-
mente il più nervoso. È entrato in sala con due bombe a mano Breda affidate
alle ampie tasche della sua sahariana, deciso ad usarle in caso di necessità . Il
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giorno prima, nella chiesa di piazza Colonna, aveva rivolto una preghiera affin-
ché tutto si potesse svolgere secondo i suoi intendimenti . Gli ordini del gior-
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no presentati sono tre: oltre a quello di Grandi, che reca le firme di altri diciotto
(1) Carlo Scorza, La notte del Gran Consiglio, Milano, Palazzi, 1968, p. 21.
(2) Ibidem, p. 23.
(3) Giacomo Acerbo, Fra due plotoni di esecuzione, Bologna, Cappelli editore, 1968, p. 499.
(4) Luigi Federzoni, Italia di ieri per la storia di domani, Milano, Mondadori, 1967, in Appendice, p. 278.
(5) Paolo Monelli, Roma 1943, Torino, Einaudi, ristampa ed. 2012, p. 131.
(6) Dino Grandi, 25 luglio, quarant’anni dopo, Bologna, Il Mulino, 1983, pp. 245-246.
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