Page 85 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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I CARABINIERI REALI IN CALABRIA NEL 1943




                    Le indagini esperite dai Carabinieri portarono all’individuazione di alcuni
               giovani del posto, tutti minorenni, e tutti legati ideologicamente al vecchio regi-
               me. Durante una perquisizione in casa di un noto avvocato (il cui figlio era
               implicato nei fatti), vennero sequestrate diverse armi ed esplosivi. Rinchiusi nel
               Centro di Rieducazione per minorenni di Catanzaro, furono liberati appena 15
               giorni dopo il loro arresto . Gli episodi e le indagini proseguirono per tutto il
                                         (46)
               1944 sino a quando, tra i mesi di aprile e maggio furono arrestate settanta per-
               sone  accusate  di  vari  reati,  fra  i  quali  quello  di  associazione  sovversiva.
               Analoghe indagini, con decine di arresti, furono effettuate anche dai Carabinieri
               di Cosenza e Crotone. Ci si rese conto che le varie attività di sabotaggio ed i vari
               nuclei erano tutti riuniti sotto un’unica regia.
                    Finiva così la prima fase delle indagini dell’Arma, svolte esclusivamente
               d’iniziativa. Gli arrestati e tutte le attività investigative compiute furono messe
               a disposizione dell’Autorità giudiziaria militare italiana e, in parte, alleata e por-
               tarono, tra la fine del 1944 e l’aprile del 1945 al cosiddetto “Processo degli 88”,
               dal numero degli imputati (e condannati). La nota “amnistia Togliatti” permise
               la liberazione di tutti .
                                   (47)


               6.  Conclusioni
                    Le difficoltà di trovarsi ad essere carabiniere in Calabria nel 1943 possono
               solo immaginarsi. Alle criticità che tutte le truppe italiane affrontarono nel deli-
               cato passaggio di alleanze e a quelle legate all’arrivo ed alla costituzione del
               governo alleato, i Carabinieri calabresi dovettero aggiungere un substrato poli-
               tico - sociale in piena ebollizione in comunità che già vedevano endemiche e
               forti presenze di criminalità.
                    Ed  allora  non  si  può  non  concludere  questa  panoramica  sull’attività
               dell’Arma dei Carabinieri in Calabria nel 1943 con le parole del loro comandan-
               te, colonnello Dibilio:
                      L’Arma di questa Legione, prima e dopo l’occupazione del territorio nazionale, di fronte alla
                 sventura che si è abbattuta sulla Patria, ha avuto immediate, piena e precisa la portata del grave deli-
                 cato compito che avrebbe dovuto affrontare ed assolvere. E lo ha affrontato con competenza, con fer-
                 mezza, con amore, con passione, con elevato spirito di sacrificio.
                      Ha offerto alla Patria anche il sangue dei suoi figli.
                      Non dimentico del suo retaggio di gloria oscura e silenziosa, disposto al gesto fraterno ed al

               (46)  Ibidem.
               (47)  Ibidem,  nonché  Francesco  Fatica,  op.  cit.  e  Riccardo  Colao,  Nando  Castagna  e  Francesco
                    Schifino, Processo agli 88, Catanzaro, Titani Editori, 2019.

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